Perfezione dei cittadini.

Blind : Fischiare nel buio, farsi coraggio

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Vedi il mio concetto di insegnante, professore, oltre non vado. Chi scrive non è collega, ovviamente, di nessun professore italiano, non ha mai pensato, chiesto di esserlo, a me ha sempre affascinato l’Istruttrice/Istruttore. Con parere si afferma, in questo post, SEE IN A BOOK, vedi in un libro, le situazioni che piacciono molto, nel voto, come quelle del calcolo preciso di un ” assessore “, le puoi vedere solo leggendo, non nello spazio di un ora di fitness, di ogni tipo.

Non essendo riconosciuto, nel mondo accademico, come vedi devo occuparmi di mettere i piedi in altre figure matematiche, che faranno uscire una buona alimentazione, esercizio fisico, calma e relax, seppure dal calcolo delle immagini vengono le domande, che riguardano il concetto di ” cittadino quale cittadino ? “, in modo che vi sia un incoraggiamento, senza la forza pubblica, ad essere un cittadino virtuoso, educato, come io predico. 
Arriva poi per tutti il momento della politica, ove si comprende che ” parlare di politica uccide ” queste nostre distanze, visto che i docenti, da sempre, ne parlano, molto spesso risultando, in molte strade, minimo consiglieri comunali., sapendo loro predicare i giusti comportamenti. Sapendo che se capitano pensieri si fanno capitare. 

Si dovrebbe rispettare la ” cultura di un insegnante “, quando una strada è occupata, la comunicazione va ridotta. farlo parlare, dato che non annoia. 
Io curo la mia ferita, con l’esercizio fisico, ad intervallo di tempo, come tutti, di certo la mia ferita non è quella di insegnare o meno, mi piace lasciargli il suo spazio. 
Studiare il pensiero liberale, occidentale, è per me la risposta, a tutto, non è la  coscienza di Krishna che serve, l’insegnamento mistico, bisogna sostenere un istituzione, aiutarla, ad esempio, nell’insegnamento gratuito per i poveri. E’ il criterio etico che fa la differenza, quindi chi fa il suo lavoro va rispettato. quando ci s’incontra, non si possano battere i piedi contro qualcuno, fare il folle, per le strade, s’impara opera la Mite di Dostoevskij, che con gli attacchi di isteria, perdendo la calma, si può fare del male a qualcuno. La politica, il suo parlarne, per noi è liberale, è occidentale, questo almeno per me, che da sempre sono un liberal-democratico, convinto, pacifista, visto che sono un obiettore di coscienza. Lo scrittore russo sa riflettere, nel caso di Fedor, nel suo testo, quando spiega che davanti a lui non c’è nulla, quando cammina, gli uomini ho smesso di cercarli, di notarli. 
Un errore grave per la politica, che deve apparire per la via consigliere comunale, parlare di politica, di politica della vita, sapendo che le leggi, le istituzioni, vanno costruite e ricostruite, sempre con un criterio etico, come professano i grandi liberali del passato, sapendo fare il calcolo che rende il cittadino sempre più perfetto.

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