Le dita stregate

forest
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Continuiamo con il testo di Roger Bartlett, sapendo che come tutti dobbiamo ” googlare “, andare in rete, usare wikipedia, per essere aiutati nel nostro mestiere di ” blogger ” ( per dire come si muovono le nostre mani )

Andiamo nella città russa di Sarov, divenne una città segreta, top- secret, quando nel 1946 fu costruito un centro di ricerca di fisica sperimentale, la città divenne una città-chiusa. Un pò come se una città aprisse oggi una clinica per chiudere o aprire uno spazio, anche se la città è gemellata nel 1993 a una città statunitense nel New Mexico, di nome Los Alamos, quindi è simbolo di uno spazio aperto, oggi noto, anche se esistono diverse ” città fantasma, nel passato della Russia. “. Mologa è ad esempio una città allagata dalla costruzione di un bacino idrico, la cui popolazione per esigenze di questo bacino, venne fatta evacuare ( per dire cosa della Russia ci ha stregato )

Oggi ci viene ricordato quanto costa la forza lavoro, non è come in passato, come scrive Bartlett, che molti nobili pensavano di poterla usarla senza pagarla, poi si è visto che dirigenti e lavoratori hanno combattuto per l’interesse alla stabilità dell’impiego.

Eltsin si schiera con Giovanni Paolo II, quando si contesta una legge sulla libertà di coscienza e religione in Russia, tanto da fare apparire da noi, nelle Chiese, anni dopo una richiesta ufficiale della conoscenza, per la Chiesa cattolica nella sua opinione e non solo, del concetto di libertà religiosa. Non si poteva fare la distinzione al tempo tra religione di serie A e religioni di serie B, in Russia. Già in passato si era riflettuto sui testi, sulla loro aderenza alla tradizione, in ambito religioso, sul potere o meno,  di cancellare lettere, per corrompere gli insegnamenti di Dio.

Vero è che c’è sempre chi vede ” questi insegnamenti “, sapendo che le differenze di classe arrivano, come altro banco di prova della società, soprattutto moscovita.

Il marito e la moglie, per tornare al post precedente, vivevano il matrimonio all’insegna del più batti la tua vecchia, più è saporita la tua zuppa. L’immagine idealizzata di città di sopra diviene che ” ogni terra deve prestare il suo servizio “, fornire la sua capacità, soprattutto militare, per creare un apparato burocratico e amministrativo.

In questo post, invece, si parla di libertà d’azione, zona geografica, possibilità d’influenza.  Questa volta non finisce in ” poesia “. Non solo nella storia russa il servizio militare dimostra come esistevano figli che dovevano, a differenza di oggi lottare per il principe, altri che ne erano esentati, si aggiunge questo alle parole poetiche.

Aree della Russia, sono rimaste a lungo boschi, terra di nessuno, seppure la burocrazia è sempre stata attenta che la popolazione stesse nei ranghi giusti.

Anche i contadini cercano possibilità di esprimersi sulle questioni sociali, qui in questo post il poema scelto, dato l’argomento, è epico. Il Canto della schiera di Igor,anonimo della letteratura ucraina / letteratura russa, nel 1890 diviene con la musica un classico del melodramma russo.

Nel canto si riflette sulla commistione tra la religione slava e il cristianesimo, non solo è un canto che si contraddistingue per la continua descrizione della natura.

 

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