Il capo lo fa.

 

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Lo fa sino 1999, la Russia crea i ” direttori rossi “, oggi per molti squalificati in ogni squadra di lavoro, che operavano con la proprietà concentrati in strutture finanziarie. I dirigenti del vecchio apparato sovietico, gli imprenditori, lo fanno creano, quella che oggi i partiti in voga, direbbero sia una ” casta “.

Il capo lo fa Putin, sappiamo tutti con una crisi importante, in Russia, nel 1998, si dice che prima di lui non si era combattuta la povertà, a lui tocca la riorganizzazione delle Istituzioni Russe, non ci si aspetti che si comporti come uno di famiglia che riconosce il passato, desta sorpresa, molto sorpresa, la sua scelta di grande cambiamento, esprime una volontà di pacificazione. Si dice che fece una ” rivoluzione ” nelle Istituzioni, magari chi si credeva poeta, professore, non lo fa più, nemmeno per la sua famiglia, senza che questa sia una ” tangente “, anzi la rivoluzione nelle Istituzioni è legale, trasparente, almeno per noi.

Si cerca di rifare un sentimento nazionale russo, scriviamo dei politici, che sono sempre criticati, come tutti sappiamo.

Vi sono degli esaltati che non hanno i loro dirigenti, i loro funzionari, possono indagarti per colpo di Stato, una rivoluzione vuole i suoi uomini.  La ” ghigliottina ” prese il nome da un medico, Joseph-Ignace Guillotin, anche se fu Robespierre a usarla nel clima di tensione.

Oggi i nostri capi sono molto più democratici, anche nelle rivoluzione burocratiche, chi il capo lo fa, sa che si adotta tramite concorso, per una perfetta unione delle personalità eccellenti di uno Stato, non basta quindi dire che c’è la casta, bisogna dotarsi degli strumenti per combatterla.

Il medico francese è d’esempio, non solo per la ghigliottina, è un esempio di come un buon funzionario cade o meno nel combattere la povertà, la disoccupazione, visto che fonda l’associazione che  si occupava delle malattie regnanti e delle innovazioni in campo medico, e forniva consulti gratuiti ai poveri.

Non possiamo fare polemiche con la Russia, la Francia, avendo la lingua lunga, quindi chi il capo lo fa, per sentimento nazionale, deve confrontarsi con il mondo, in modo intelligente, poi i Russi si sono espressi su come uno il capo lo fa.

Dal 2011 al 2013 si è vissuto il periodo della ” rivoluzione bianca “, manifestazioni pacifiche, contro i brogli elettorali, sono i giornalisti che si battono per la regolarità delle elezioni, chi scrive come blogger non sposa la causa, apprezza ama la Russia, stima anche Putin, seppure sono un convinto pacifista.

Anche i Russi hanno la loro immagine televisiva del periodo. Una televisione la NTV mostra un ” documentario-investigativo ” dal titolo ” Voce dal nulla” o “Voto dal nulla”, in cui si fa delegittimazione di chi aveva fatto il cane da guardia, come associazione.

Si il capo lo fa ed è ” delegittimazione ” fa perdere per questione di potere una certa dose di credibilità, accade, succede, in ogni parte del mondo, seppure l’origine di ogni dittatura, come dice Papa Francesco, è la schiavitù di ogni tipo.

Tra i critici un grande scrittore, Boris Akunin , riflette anche lui su come il ” capo lo fa “, diventa un personaggio, che come il soprannome scelto dallo scrittore, è scelto perché fin da piccolo è stato affascinato dai personaggi malvagi della letteratura e della cinematografia e perché nella struttura romanzesca è sempre più intrigante il ruolo del cattivo.

Quindi il capo lo fa e cioè ” il cattivo ” e la cosa piace a giornalisti e scrittori.

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