Nel vecchio serbatoio di parole.

Il progetto del Blog CAMBIO GIORNO, è una serie di interviste, che hanno avuto bisogno della pubblicazione di tutte le pagine, che possiamo dedicare agli argomenti per cui facciamo domande agli ospiti, quindi di tutte le interviste abbiamo pubblicato le pagine, dei post, delle varie categorie.

Un lavoro concluso, quasi del tutto, che richiede tra poco dei post dedicati alla cucina, seppure in questo post, siamo ancora alle pagine di SCRITTORI E SCRITTURE.

red petaled flower between the book page
Photo by Lisa Fotios on Pexels.com

Voyage au bout de la nuit, di Celine, pubblicano nel 1932 riflette sull’amore che comincia, sui colonizzatori, sugli istituti di igiene mentale, Il titolo deriva dalla storia di una canzone di un ufficiale svizzero, Thomas Legler: «La nostra vita è come il viaggio / di un viandante nella notte; / ognuno ha sul suo cammino / qualcosa che gli dà pena.»

Il titolo del nostro POST, le pagine, sono poi scelte, per fare musica, audience, alla radio, alla tv, sapendo che il Viaggio di Celine, è citato da Gaber, nella sua canzone la Strada, in poltrona potremmo fare la domanda ” Scegli ? ”

Quale è stata la mia scelta ?

Le parole di un intervista, possono essere nate da un viaggio, sicuramente questo progetto nasce dalle mie visite fine anni ’90 a Roma, quando il pensiero era ” nel solo ricordo possibile, nel silente mare azzurro, la vita insegna molto, vedi le stelle lontane “.

Quindi hai visto nascere le mie scelte, che ora riflettono, dopo mie letture romane, sulla letteratura e la musica russa, di grande rilievo per la sua arte.

Dostoevski si dice abbia viaggiato verso il ” male assoluto “, guardato con i suoi occhi il crimine, con eroi che soccombono, che fanno riflettere su quello che è la redenzione, in un mondo umano dominato dalla colpa.

Aleksandr Puškin, è un poeta, noto per la Figlia del Capitano, romanzo storico, pubblicano nel 1836, con la storia di  Pëtr Andréevič Grinëv, figlio di nobile ufficiale, destinato alla carriera militare.

Perde al gioco, molti soldi con un capitano, poi i due fanno amicizia, lui conosce la figlia, la giovane Mar’ja , i due si amano, allora parte una lettera per il padre di lui, che non vuole il matrimonio che ritiene una ” bravata giovanile “.

Siamo, all’amore che si provava prima per un militare, oggi si potrebbe dire ” la mia famiglia non vuole chi non fa il militare “, lui dimostra coraggio e valore,  viene imprigionato, non fa il nome dell’amata per proteggerla, poi lei chiede la grazie alla Zarina, presentando i fatti, come sono, i due si possono amare.

A volte non basta fare il militare, bisogna anche superare ostacoli, essere un vero eroe. Questo è un esempio di antica fiaba russa.

Aleksandr Solženicyn, è tra gli scrittori russi, famoso per avere fatto conoscere i Gulag, nel 1970 fu premio Nobel per la letteratura, quatto anni dopo fu esiliato dall’Unione Sovietica, ritorna in Russia, nel 1994, dopo la caduta dell’Impero Sovietico. Dopo il viaggio, affrontiamo quello che è per molti “ il solo ricordo possibile “. Leggendo di ” Una giornata di Ivan Denisovič “,la cui versione originale del testo abbiamo conosciuto nel 2006, il protagonista Šuchov è stato condannato a 10 anni di campo di lavoro.

Lo ricordiamo per la sua posizione critica sulla cultura pop ( il nostro essere sempre davanti alla televisione ) :

«L’anima umana desidera cose più elevate, più calde e più pure di quelle offerte oggi alla massa… dallo stupore televisivo alla musica insopportabile.»

Sosteneva appunto Solženicyn sulla cultura pop.

Sergej Sergeevič Prokof’ev  è un grande musicista russo, con una famiglia, che avendone le possibilità, sin da bambino gli fece studiare musica. Lavorerà anche come compositore di colonne sonore. Famoso per ” poesie musicali “.

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Photo by Pixabay on Pexels.com

Come si vede, il post vuole essere il numero di pagine giusto, delle nostre interviste, le poesie, vorrebbero essere musicali, spesso le figure intellettuali, non fanno audience per cose così tecniche, si leggono, per il fatto, che come noi hanno perso la fidanzata, si sono molto arrabbiati, per iscritto. Hanno reso interessanti i luoghi, sono rimasti nei documenti di essi, hanno vissuto in forti polemiche.

Poi vi sono, per gli scrittori, i temi scomodi da fare conoscere, non tanto le pagine, la musica, quanto il rendere nota la vita culturale, di un paese, di una città, di dare voce alle menti brillanti, le opere classiche russe, soprattutto, dimostrano come si descrive un paese, una nazione, con i propri talenti.

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