Follia burocratica.

LETTER

Il libro, la sua lettura, spesso sono cancellati dalle parole, anche della musica, di quello che ti piace, che durante il giorno, come il fidanzamento, il consumo, l’ambiente, i servizi pubblici, si vive.

Non sempre si può conservare al massimo del libro, anche di quello di studio, delle poesie del cuore.

Lo scrittore che leggiamo soggiornò a Roma.

Nel 1842 viene pubblicato Le anime morte, un libro importante in Russia, narra con tono comico, di un truffatore di Provincia, quello che ha fatto valere o volere la sua furbizia, cerca ” anime morte “, dei “servitori fantasma “,  possono valere dei soldi, pagati essendo presentati come garanzia.

Questo libro è ispirato da un viaggio, Gogol’ scrisse una parte dell’opera in viaggio tra Albano e Genzano, è la fine di un ex brillante studente, con miseri incarichi burocratici, sceglie le anime morte, visto che ai tempi della società russa del tempo, il rango sociale era misurato da quanti servi della gleba si era in possesso.

Oggi la società, misura il suo prestigio, su quanti brillanti studenti, a cui dare incarichi possiede, si conosce il valore del termine ” dicerie “, nel libro, si leggono congetture comiche, sul protagonista di nome Čičikov, uno che visita le campagne russe. Le dicerie le fanno vivere persone, gente, di poco conto, che fanno di una cittadina russa, innocua e cordiale all’apparenza, un mondo abbastanza strano.

Un viaggio nel mondo del contadino, pensando che sotto ci sia un tesoro a cui nessuno pensa, le anime morte servono al protagonista per fare vita sociale, per essere una persona di prestigio sulla scena cittadina.

I testi russi dell’800 sono critica alla società del tempo, la sua iniziativa, come dicono in Provincia, passage, è precisamente questa : vuole usare quei nomi per ottenere l’assegnazione di terre concesse solo a chi poteva dimostrare di possedere un certo numero di servi della gleba.

Quindi l’attesa di leggere, va premiata, quando superati gli argomenti di alta conversazione, c’immergiamo nel mondo della lettura, sapendo che i libri ci parlano, in questo testo si scrive di una ” truffa “. Si vuole a tutti costi fare ” numero “, si deve dire basta a questa società, quella del calcolo truffaldino.

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