E’ Dickens.

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Scrivere Dickens è una garanzia, nello spazio di lettura soprattutto di ieri e di oggi. Il libro del quale facciamo un breve accenno è ” GRANDI SPERANZE “. Un ottimo Professore che ho conosciuto in passato sapeva riflettere su questa speranza di oggi e di domani, senza dire la classica parola ” il nostro futuro “, andando oltre al banale ” giovani di belle speranze “, capendo bene che molto spesso ” speriamo bene e speriamo in Dio “, è una questione di non fare un ” funerale ” alla nostra fiducia, di non fare nemmeno alla romana, poi la speranza può essere perduta, la persona non fa più sperare bene di se. Come scrive Boccaccio diventato quasi ” matto ” si perse speranza di se.

I personaggi, gli scambi di ruolo, nel testo di Dickens sono importanti, è CHARLES DICKENS, direbbe chi legge, presenta figure che turbano nelle stanze, alle quali non si vuole parlare.  Questo è il 13esimo romanzo di Dickens, scritto a puntate, è molto popolare da sempre sullo schermo, è un romanzo di formazione, un orfano deve avere un educazione, diventare un gentiluomo.

Si riflette in esso sul giorno della morte, in cui la rovina sarà completa, quindi compare la malinconia, nella formazione del giovane gentiluomo, il bisogno di parlare, per sapere quello che c’è da fare, spesso scoprendo che ci sono altri progetti, sono problemi dei giovani. Si sappia che la speranza è anche speranza di vita o di vita residua, come chi ha perduto tutti i suoi progetti, le sue parole, i suoi gettoni, anche nel videogioco, si dice che è ” morto “.

Il protagonista è pagato per essere il compagno di giochi di un’anziana donna, va a lavorare da un avvocato, pare debba recarsi, nel finale, al paesino per ricevere un eredità, non vogliamo scoprire molto lasciando la lettura.

Il vero passo del libro, da vivere, è l’incontro con Estella che Pip il protagonista apprezza, per avere vissuto tante sofferenze, spesso le parole sfuggono, quando le abbiamo trattenute, anche a malincuore, spesso lo insegna Ariosto, ci si rivolge alla persona amata con ” Speranza mia dove sei ? “.

Sapere, come si legge nel testo di abitudini laboriose da prendere, quando si è giovani, passa per questa lettura, sapere anche gli uomini, le donne, non penseranno affatto a noi, non sempre si può ” vivere, pascersi di speranze “.

Anche la cattiva reputazione, ad esempio un politico, un Sindaco, di belle speranze, sul quale si hanno aspettative, fa parte della parola ” speranza “, se sono grandi dobbiamo citarle, sperandolo di farcela, con giudizio, tutte queste verdi parole di speranza, quindi perdono, consigli, sbagli, fanno parte del capire come essere meno duro con gli altri, soprattutto quando le speranze sono eccessive, magari ti hanno promesso una carriera, politica, accademica oppure letteraria.

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