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La democrazia in America

Presentazione :

Molti pensano  che il futuro non debba essere un occasione mancata, sicuramente quando negli anni ’90 scrivevo del fascismo non pensavo di dire “ ok “ come parola, oppure “ lei è nuovo “, non ero in missione per recuperare importanza per il cadavere di qualcuno, per ridare vita a parole che tutti conoscono.

Con il massimo rispetto quindi per il passato non è mia intenzione siano “ nuovi “ argomenti tipici dei generali, spesso il programma di lettura, scrittura, deve esprimere una volontà, poi se tradisco faccio un casino, un testo perfetto, direi da paura, mi ha guidato, non posso aggiungere su Tocqueville cose che nessuno ha mai detto, quindi poco popolari.

Il problema da affrontare, per la valutazione, il modello di ricerca e scrittura è molto importante, quindi essere nuovo, oppure recuperare un “ cadavere “, non sono un problema, non posso ironicamente esagerato con termini come ” recuperare “, oppure ” cadavere “, anche se possono stare nelle tesi, immaginiamoci nei POST, quindi per dirla in inglese, questa pagina del filosofo che non ci siamo fatti, possiamo dirla così : I’M IN . quindi io ci sto dentro- basta per dire che condivido molto dello scritto.

Non possiamo rinunciare alla “ bellezza “ della nostra ricerca, nemmeno quando il lettore si è “ attrezzato “ da tempo per rispondere “ noi non la vogliamo “, le nostre risorse devono essere una dimensione finita, non creare un sotto spazio, ove esiste una nozione, un modo di leggere l’ambiente urbano, di svagarsi, lasciando, invece, i numeri della ricerca pura agli studiosi.

Si seguono in questi argomenti o i programmi accademici dove si sono fatti gli studi, oppure le forme parlamentari, nulla in contrario, soprattutto sulle forme parlamentari, la realizzazione del testo, prevede nel mio caso, altre strade di ricerca.

Si legge della nostra formazione intellettuale e morale, di come studiare, senza magia, le dottrine, di condurre una tematica, di cercarne le ragioni, sapendo che lo spazio è della scienza.

Negli anni ’90 scrivevo sempre “ assieme all’America “, oggi negli errori, nelle trasgressioni, della mia scrittura, restando sempre grande ammiratore degli americani, sono libero da questa compagnia.

Non sono un militare, quindi non scrivo per fare conoscere buoni ordini, buoni soldati, buone leggi, si sa l’assegnazione delle cattedre, che non mi riguarda, non mi interessa, è aperta a tutti, seppure risente spesso del nostro reddito, leggi una breve ricerca, ricordando la nostra Costituzione, la sua bellissima posizione sulla libertà d’insegnamento.

Quando il rapporto individuo- stato è in crisi si devono sapere creare delle aggregazioni sociali, non a tutti oggi interessa la lotta al capitalismo, forse a qualcuno in più interessano i privilegi del clero, quindi Alexis de Tocqueville, ti dedico un saggio, in questo spazio, dicendo “ io sono interessato a te “.

Alexis de Tocqueville

Con frenesia da tenere d’occhio, con desidero, con nessuna ambizione, voglio come prima cosa sottolineare, nel senso di notato, inteso, come sapere, il testo del filosofo Alexis de Tocqueville, dal titolo La Democrazia in America,  per fare esaltare il suo commento, che nel tempo, sul concetto di democrazia, è tra i più famosi.

Il tipo di argomento, nel breve riassunto della sua opera, è un testo mio che risale al 2007, risale al 1800,invece, il libro, trattato dal filosofo, che chi scrive ritiene uno degli argomenti più solidi da trattare ancora oggi.

Il primo volume di questo libro esce nel 1835, ricevette acclamazioni, un consenso unanime, quindi non è come nell’introduzione di sopra che la lettura, la scrittura, è divisa, per me ogni votazione, che non è mia, è del collegio docente, su questo testo deve essere 30 e lode.

Il secondo volume, valido come il primo, è del 1840, i passi scritti dal filosofo sono ripresi da molti libri, sul denaro, ad esempio, raggiuge il 10 la massima cifra, scrivendo “ io non conosco altri paesi in cui l’amore per il denaro ha tale presa sull’uomo  “.

Ok, un termine che è una sigla anglosassone, sopra citata, che indica consenso, approvazione, dice che tutto è giusto, vuole dire da ora in poi, testo del filosofo, un po’ di conosciamo.

Sui giornali, scrive, che lui non può negare che essi in un paese democratico rendano molte cose di dominio pubblico, sarebbe senza i giornali impossibile ogni azione pubblica. Sono molte le cose che con essi si rammentano, quelli che protestano, spesso aggiungo io leggendolo, usano proprio i giornali, luogo anche delle  “ contestazioni giovanili “.

Il problema per il filosofo è il conformismo, che intacca gli stili di vita, seppure un bel libro, del dopo 11 settembre, edito da Einaudi, dal titolo proprio “ Undici Settembre “ [1], parla della prima pagina di un giornale, il Daily News, ove gli abitanti di un piccolo paesino, americano, quelli usciti dai film, di nome Kips Bay, sostengono prima dell’attentato, in modo profetico, di essere stati attaccati da una muffa devastante.

Il terrorismo è diverso come attacco, forse l’abitante che ha coraggio di prendersela con la muffa è un po’ psicotico, seppure poi la minaccia, sul suolo americano, l’attacco è arrivato. Una prima pagina di un giornale, che sottolinea che al mondo americano è lanciata una sfida, dietro la democrazia, della quale spesso ci si autocompiace, vi è il pericolo della morte, che molte nazioni odiano l’America, che Giuseppe Di Summa ama come nazione e paese.

Nel libro “ Undici Settembre “ un autrice  Judith Butler evidenzia che la violenza è la peggiore forma di contatto, mette in evidenza che il New York Times, invitava, dopo l’attacco dell’Undici Settembre, a bandire la tristezza.

Aprendo il libro di Tocqueville, si possono trovare stili di vita e problemi, proprio sulla potenza militare internazionale e le contestazioni, seppure nell’ottocento, si confrontano francesi, europei, con statunitensi, anche si confrontano, su quando debba governare, o meno, il potere esecutivo, molti ritengono che il migliore governo è quello che governa meno.

Si legge che i francesi hanno rivoluzionato il mondo, per avere attaccato con metodo filosofico le cose antiche, proponendone di nuove, quindi entriamo nel commento “ lei è nuovo ? “.

Il discorso sul metodo di Descartes, che non voleva pubblicare i suoi studi, mette in evidenza che l’uomo è alla ricerca della verità.

Se l’uomo ha avidità di cose vecchie, si può citare l’Iliade, ove il desiderio di vendetta fa dimenticare le offese ed ove si bruciano i cadaveri, spesso gli scrittori il disordine, di chi è alla ricerca del cadavere di quell’uomo non lo scrivono affatto, seppure gli americani amano conoscere in tv, radio, giornali, i loro nemici, non gli deve sfuggire nessuno.

La tranquillità pubblica è un concetto molto importante, le discipline diventano due, filosofia e sociologia, Tocqueville fa parte di entrambe con merito, nel 1976 arriverà T.H Marshall, con Cittadinanza e classe sociale, a superare la visione prettamente politica della cittadinanza, qui io ti invito a passarci, nella cittadinanza con Marx, mettendo il risalto come anche i comunisti sappiano ben ragionare.

Leggendo Tocqueville notiamo che possiamo fornire degli impulsi per una buona società, una buona vita, sapendo che cittadinanza significa appartenenza giuridica di uno soggetto a uno Stato, chi scrive è italiano, lo si ottiene questo status per nascita, oppure per matrimonio.

Un genere letterario, farebbe cadere nella tentazione, che il testo sia ben romanzato, seppure ricorriamo a qualche notizia per dire chi è Alexis de Tocqueville, lo facciamo per la sua opera, per il suo libro, di grande merito.

Nacque a Verneuil, presso Parigi, nel 1805. Magistrato nel 1827, fu inviato nel 1831 a studiare il regime penitenziario americano. Eletto deputato nel 1839, aveva studiato il sistema penitenziario americano.

Non è un rivoluzionario, ha mantenuto uno sguardo originale, si cimenta in delle riflessioni sulla democrazia americana, sulle sue condizioni di partenza, intese di uguaglianza, di come gli individui si colleghino ad associazioni, del loro bisogno di solidarietà, di sciopero, sa evidenziare l’importanza amministrativa della burocrazia.

Scrive in merito al rispetto della legge in America, ai tempi del padre di mio nonno, che ovviamente ha lasciato quello che si legge, nel senso ha creato dei lettori nell’università, che hanno saputo la norma, che se sono stati dei bravi lettori, prima di noi, fanno legge e sanno essere legge.

L’intelletto e la  gerarchia, fanno riflettere sul toccare l’argomento cittadinanza, oggi che in modo linguistico, etnico, si diviene anche consiglieri comunali stranieri, giustamente, nei comuni, si da luogo a nazioni, seppure qualcuno geloso può andare dai carabinieri, visto che se l’uomo parla lo ascolta Dio, quindi richiede una giusta visione espressiva, il significato preciso, di cittadino, la logica di una città, a volte, non è ancora contatto, incontro, tra cittadini spagnoli, africani, seppure molti sono attivi, come me, nella loro vita politica e culturale.

Nella nostra lettura, che non è pubblicistica, Machiavelli ricorda le città che hanno saputo, in Italia, vivere fino in fondo la loro identità etnica e sociale. Seppure da sempre si rivendica una cittadinanza universale.

Tocqueville è utile anche per il discorso sulla libertà di stampa, essi servono al filosofo, per parlarsi in maniera meno impacciata.

Chi dice convinto nel 2019 “ io non mi drogo “ passa anche per le riflessioni di Dulbecco, che sottolinea le ricadute medico e sociali, della dipendenza da sostanze stupefacenti, chi è in rischio devianza va avvisato.  La dipendenza è un processo cronico, poi Pannella, Welby, aprono battaglie dei “ simpaticissimi radicali “, ove suicidio assistito, liberalizzazione della droga, appaiono, la vita di un paziente è cosa difficile, i tempi storici cambiano, anche per questo.

Ritorniamo a denaro e giornali.

Nell’economia liberista, sappiamo tutti, che ogni bene ha un prezzo, nonostante vi è chi rifiuta, ancora oggi nel 2019, il modello di mercato, non solo oggi ha molto valore il rapporto tra dignità personale e vendita, non solo molti combattono per ogni loro espressione libera nella comunità.

Per presentare La Democrazia in America al lettore, non viene scritto quello che chi scrive commenta in questo saggio, si legge che “ Tocqueville fonde le qualità di storico di razza con quelle di viaggiatore acuto e brillante, del sociologo, del filosofo e del moralista “,  lo scrive Giorgio Candeloro nel Maggio del 1980.

Il problema posto nel libro è di fondare una società di uomini che siano al tempo stesso uguali e liberi, impedire le tirannidi, non ci si può avvicinare con superficialità a questi argomenti, spesso frutto di educazione, di patriottismo, di fenomeni di costume.

La Democrazia in America fa un illustrazione del territorio, non presenta solo la sovranità, riflette sull’istruzione, la ricchezza, riflette su come uomini con poca istruzione e ricchezza si confrontino con uomini ricchi e colti. Per il filosofo l’indiano dimostra riservatezza e cortesia, ospitando lo straniero che bussava alla sua capanna, anche se poi aveva il cerimoniale dello scalpo.

I meriti personali dello scrittore Tocqueville vanno lodati, sapendo con lui quella parte di cui è figlia la popolazione americana, conoscenza come le scuole si occupino di scienza e religione, da lodare per come sottolinea il concetto di “ esistenza comunale “.

Lei non sposerà una ragazza di questo paese ?

A me piacerebbe molto sposare una donna americana, quindi mi sono incuriosito, di come il filosofo descrive la sposa, scrivendo che l’America è una nazione puritana e commerciante, esige da una donna abnegazione e sacrificio. L’animo spesso ci spiega che non basta il desiderio di denaro, analogie peggiori, alla parola “ vile denaro “, nel caso di un matrimonio non si possono trovare.

[1] All’indomani dell’11 settembre molti tra i piú autorevoli scrittori, musicisti e intellettuali americani, hanno sentito l’urgenza di raccontare in prima persona l’Orrore.

Dovessimo avere un “ suono nella testa “ per vedere la superficie di un concorso pubblico, gli interessati usassero questo certo scrupolo, quello di sapere fare uno spazio democratico per etica sociale, un lavoro polemico contro tale potere, che è un lavoro di preminenza in una nazione, non varrebbe teoricamente dato la scelta di un intervento forte.  Oggi basta un sms, oppure messaggio per mettere in testa del suono, seppure vi sono casi, nella storia, di patriottismo culturale.

Non venite nella mia testa, dato che io non riconosco questo patriottismo, non voglio entrare nella cultura ti tale intervento forte, ne rimango fuori, se un idea è latente nel dibattito politico – filosofico-giuridico, non mettetela nella mia testa, non uscirà la voce,  i passi, il mio corpo non sarà attivo per tale sovrano, anche se è una lotta di libertà civile, naturalmente, va spiegato che il motivo sono fattori politici, culturali, ideologici, che non mi spingono al patriottismo culturale.

Apriamo una breve parentesi quindi sulla coscienza, nel diritto amministrativo, che sia pacifista, che sia per miglioramenti di ordine sociale e politico, dell’acquisizione di una capacità critica e lavorativa, che ovviamente sappia produrre dialettica.

Come vedete percorsi diversi del pensiero, non vi sono Stati che per chi scrive, sono al mondo inferiori, quindi prima con auto-coscienza, poi dal sapere che condividiamo con altri, possiamo sapere come agisce questo sapere su di noi e sul mondo.

L’importante per molti è dire che noi non vogliamo una coscienza Professore Universitario di Diritto Amministrativo, per dire che il nostro portatore di tutela di intervento deciso o meno, passa per impegno e critica, quando si deve battere per il bene della collettività.

Sembra un argomento strano, seppure è da definire nel 2019, quando in molti pensano di vivere una “ grande svolta politica “, che viene dal populismo, da partiti sovranisti, da sviluppo locale di realtà, che dando uno sguardo al passato era compito della democrazia europea sconfiggere, senza esitazioni, seppure le armi per le elezioni, sono anche per estendere le responsabilità, a chi per amarezza, per avversione, tenta di impressionare l’opinione pubblica.

Scuotere il mondo giornalistico con il termine “ suono al cervello “, vuole dire alle libere penne di trovare le parole, di occuparsi di politica, è chiaro che dovrebbe arrivare un giornalista di grande statura, che dovrebbe non solo guardare ai cambiamenti del campo dell’economia.

Si sente da tempo, in Economia, riduzione della spesa pubblica, come necessità, investimenti produttivi, come intervento pubblico, entrano nella testa, aprono una discussione, seppure particolarmente significativi nelle attività industriali sono i problemi di capitale. Il rigore in Economia, il parlarne bene, come dell’etica del lavoro, porta a scagliarsi contro la politica dissennata, tra le parole che contano, si avvia nella nostra mente, quella che traduce il suono nel cervello, che è “ riproduzione “, proprio per il fatto che, nei Comuni che mettono quel suono, a toglierlo devono essere i rappresentanti politici che ne rappresentano gli interessi.

La via, la strada, si trasforma anche grazie al “ boom economico “, la gestione politica, non vede, spesso di buon occhio, una lotta comunista, molti del welfare ( stato del benessere ) oppure della sanità, farebbero, in sintesi, in una parola, un testo, per dire che essa misura nelle famiglie i sentimenti, comprende come sia oscillante un salario, quindi ogni buon comunista, persona di sinistra, sa che attraverso la dialettica si deve prendere coscienza, organizzare anche un contrasto, forse solo di un momento, quindi il plusvalore di un politico convinto, che riproduce, non cambia casacca, in corso d’opera, è evidente.

I quotidiani europei, americani, ora sanno il problema, senza incitazioni a lasciare partiti, il proprio paese di origine, le strutture economiche insegnano che gli uomini riproducono in esse, nelle varie epoche, la loro esistenza, quindi se in un ente pubblico, siamo solo un suono nel cervello, armiamoci di coscienza mandando input ideologici, religiosi e politici.

Notazione : STAMPARE DOMANDE. 

Oggi un testo non è facile da cercare, le lamentele su come si commenta diventano suono, ritornano suono nella mente, bisogna applicare un certo numero di file locali, inteso di lettori nostri vicini, amici, fare una ricognizione di tutto quello che non è richiesto dall’attuale linguaggio acustico.

Tocqueville non si aspettava per essere usato per un commento su un BLOG, in un analisi, non statistica, del suo corpus di lettere, di sapere quali lettere, hanno oggi, qui per me, una pronuncia variabile, certo anche lui è diventato digitale, come molti documenti, nel definire una struttura del suo testo, è anche utile un database, che ha accompagnato la sua lettura, nella sua intonazione, si dice, che in questo percorso di lettura era UNVOICED, cioè inespresso, poi come sia espresso, con che voce, con che passi, con una sua analisi anche acustica, vuole dire che chi ha risposto alle domande su di lui, lo ha fatto per farsi stampare anche il suono.