NELLA CITTADINANZA PASSANDO ATTRAVERSO MARX.

Nella cittadinanza passando attraverso marx.

Che sarà mai questa cultura intesa come mentalità e stato d’animo ?

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Nell’Unione Europea abbiamo conosciuto i “ paesi della coesione “[1], l’obiettivo delle politiche strutturali è di fare fronte ad una specifica problematica. Il potenziale locale, le persistenti ineguaglianze sociali, vanno risolti come problemi al meglio.

Nei vari documenti, si scorrono, i progetti, che devono essere coerenti con gli obiettivi. La politica di coesione realizza un miglioramento dei paesi dell’Unione.

Una generazione, quella di chi scrive, come quella precedente, come quella di oggi, ha ancora, in Italia, il problema del “ mezzogiorno “.

Si parla, spesso, di come cambiano i “ consumi “, con l’arrivo dell’Unione Europea, sono argomenti oggetto di accurate analisi, che spesso importano molto, anche se sono usate su difficili manuali, quello che accade all’impresa, al suo mondo, dal punto di vista quantitativo-monetario, è fondamentale.

Sindacati, organizzazioni, società civile, sono inserite sempre nella “ strategia dell’impresa “, che sa cogliere le strategie d’incentivazione delle politiche comunitarie.

Il Governo di un paese apre all’Europa, si vivono passaggi fondamentali della Storia dei paesi che ne fanno parte, i critici si esprimono, l’impossibilità di vivere alcune esperienze, che ci aspettavamo, segnano una reazione negativa.

Dai tempi di Platone e Aristotele conosciamo la parola “ paradigma “[2], per dire che ogni teoria, ha la sua articolazione di pensiero, anche interna alla scuola che ha studiato a fondo i fenomeni.

Nella ricerca s’indaga su diversi “ meccanismi “, si esaminano un numero di casi, oggi molti paesi dell’Unione scelgono di concentrare la teoria, il pensiero, su punti limitati ma decisivi.

Il mercato comune, la cittadinanza, decisioni vicine ai cittadini, sono in piena revisione, si cerca di comprenderne l’efficienza.

Il lavoratore temporaneamente vive le sue esigenze, fa parte del patrimonio professionale, esprime nel suo servizio delle “ qualità “.

La teoria critica del capitalismo, ci porta a prendere delle posizioni filosofiche, spingendo di passare nella cittadinanza attraverso Marx,  prospettando il rapporto con un modello “ utopico “.  Un ideale rivoluzionario, un’umanità libera, che come si legge non è certamente possibile in un mondo che “ non sa parlare, leggere, scrivere, non ha un lavoro “ quindi ergo non entra nel patrimonio professionale, di sopra, seppure esprime valori, individui, di una società, sapendo che l’umanità non dimentica, chi sa esprimere il suo servizio di qualità, nel mondo del lavoro, seppure non esserci, come lavoro, per un calcolo razionale, dell’impresa capitalistica, vuole dire che il lavoro si organizza, si svolge, per ottenere un guadagno.

Chi ha un “ basso status economico “, seppure riconosciuto dalla nostra repubblica, non svolge un intrusione illecita, non rende le parole cattive, non entra nel pensiero, vive solo fuori dall’ideologia, è immerso in fatti e gli viene chiesto di riconoscere le leggi[3].

Lavoro accumulato e capitale sono da sempre insieme, la nostra mente è affollata da immagini, che come abitanti, nell’era delle metropoli, tendono a creare delle personalità, che abbiano un buon rapporto con l’esistenza del denaro.

Il lavoratore produce per un altro uomo, non solo chi ha un conto in banca, difficilmente “ non sa parlare, leggere e scrivere, non ha un lavoro “, anche se quando si è sottopagati, lo si ricordi sempre, una parte di lavoro per gli imprenditori è gratis.

Partecipare a pieno titolo alla vita di relazione, alla vita religiosa vivere ogni giorno crea una persona che sa che esistono situazioni di espressione su basi legali, che non sono materia di lavoro, che ci rendono persone in pace nella nostra famiglia, nella nostra società.

Il controllo è fatto con le leggi, sono loro che ammettono la presenza delle parole “ non ho un lavoro “[4], ovviamente in sostanza, in un testo, il lavoro non è solo un piacere, una raccomandazione, è anche ricerca, anche in modo scientifico, grazie alla promozione, all’assistenza, di un buon programma, anche politico, per crearlo, per superare quella forma sociale, in cui non vi è un lavoro.

L’ideologia[5] da diffondere, per cui lottare, passa per vivere le sfide globali, come povertà, scarsità di risorse, terrorismo, crimine organizzato, per giungere, con il metodo della cooperazione, al rafforzamento di quella “ potenza gentile “, che possiamo vedere nell’Europa.

Il Governo esercita funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi, i programmi, organizza le risorse umane, conosce il settore produttivo, le sue fasi critiche, i momenti in cui l’economia può essere danneggiata. La politica non può sfuggire al sociale, gli studi sulla cittadinanza attiva, sulla sussidiarietà, come quelli sul capitalismo, sono fondamentali, la società civile si propone di partecipare, insieme allo Stato.

Nel tempo anche chi ha il lavoro ha assistito alla sua “ degradazione[6] “; chi non ne ha viene usato per fare politica, anche con nome fittizio, si sa che la burocrazia e la professione, come lo stipendio, gli strumenti del lavoro, portano ad essere usati per delle capacità che perseguono degli scopi, invece, quando queste capacità mancano si usa il disoccupato, con nome in genere, senza lavoro, proprio per dire “ non so parlare, leggere, scrivere non ho un lavoro “, un modo auto-sufficiente, chiaro e preciso, per spingere a trovare forme e mezzi per dare “ questo lavoro !!! “.

La democrazia è un popolo libero senza violenze, con una decisa politica di “ alfabetizzazione “, alla ricerca delle migliori riforme economiche, finanziarie, sociali. Molti sono razionali, nella civiltà dei numeri del denaro, difficilmente nella cittadinanza, si passa attraverso Marx, se non per questioni di ideologia.

Già da Tocqueville i quotidiani servono agli uomini  a parlarsi in maniera meno impacciata, non è chiaro a molti il motivo per cui un liberale come me, uno scrittore pro-globalizzazione, alla ricerca della lingua inglese e americana, vi spinga a una lettura sul Manifesto del Partito Comunista.

La storia vista come lotta di classe, ove si evidenzia come la borghesia con la comunicazione rende meno barbari i popoli, ma toglie i sentimenti alle famiglie, non solo come le crisi commerciali, rendono oscillante il salario dell’operaio. Un buon rigore terminologico, seppure spesso queste considerazioni non vengono ben digerite, dal mondo dell’impresa, dei liberali.  Chi nasce liberale, viene da famiglia che ha sempre lavorato, difficilmente, vede la nascita di un problema del genere, quello di partecipare anche lui alla lotta per il salario, contro lo sfruttamento.

Un “ pacifico vangelo sociale “, fatto di scritti, opinioni, intenzioni, quello di Marx, cerchiamo risposte negli scritti, dell’autore che ha lasciato l’ideologia famosa in ogni partito comunista.

Il Rapporto Pirelli, in Italia, era il 1969 proponeva alla Confindustria un moderno approccio dell’impresa con la società, non solo si chiedeva una diversa gestione politica dei giornali.

La Democrazia Europea di oggi, ha seguito come democrazia molti cammini, i coloni americani, si pensi, hanno dovuto conquistare libertà e uguaglianza, il vero motore della democrazia, è ritenuto, nonostante l’ideologia, il capitalismo industriale, che assieme all’integrazione sociale e alla cittadinanza politica, sono passaggi fondamentali.

Oggi importanti strumenti di politica economica ci chiedono di riflettere su come passare nella cittadinanza attraverso Marx, le relazioni pubbliche di uno Stato, devono essere pronte a un dibattito, non solo la forza fisica e la sobrietà dei costumi, l’intelligenza privata, sin dai tempi dei Greci, fanno parte di un addestramento fisico e stilistico, soprattutto per essere l’uomo giusto, nella città giusta, per avere un lavoro, per fare politica.

Un grande filosofo come Kant fa incontrare storia e ragione, l’uomo vuole concordia, la natura, invece, genera discordia, la realizzazione dello stato civile avviene attraverso la norma. I talenti di ognuno di noi si sviluppano, seppure questo filosofo insegna che la volontà è anche patologia, che la violenza nasce dall’insocievolezza[7], che ci si sa salva, a volte, non sempre, con arte e sapere che sono prodotti sociali accettabili.

L’uomo ha bisogno di un padrone a cui ubbidire e nasce il tema della classe dirigente, che difficilmente non sa parlare, leggere, scrivere, non ha un lavoro, ha aderito, non si è assopita, spinge per una corretta possibilità di conoscenza politica.

Quindi nel mondo moderno, quando nasce in noi “ l’angoscia “, del non sapere parlare, leggere, scrivere, non avere un lavoro, dobbiamo fare attenzione alla propaganda che si fa con il mondo del lavoro, se la battaglia politica, anche della nostra città, sia coraggiosa, sia un aperta opposizione pubblica, verso chi non lavora, con una figura moralista, oppure se l’individuo umano è compreso come essere vivente, se si tratta di un’altra figura di conoscere, quello che difende i deboli e fa trionfare la giustizia. Le forme del sapere, per concludere, la visione del mondo, provengono dagli scritti, gli impulsi umani, la creatività, sanno che il valore del lavoro ha un ruolo centrale nel pensiero economico.

Ritornando alla partenza del nostro breve testo, vale la pena ricordare il valore dell’esperienza storica delle politiche regionali italiane, la teoria tradizionale e il modus operandi della politica monetaria, sottolineando come la ricetta adatta a risolvere la disoccupazione dipende dalla situazione che si accompagna a tale disoccupazione. La disoccupazione dal punto di vista politico rappresenta il problema economico principale.

Dire “ non so parlare, leggere e scrivere, non ho un lavoro “[8] quando si ha uno stipendio, un conto in banca, vuole dire essere una tentazione per un esame impossibile, una pubblicazione impossibile, quindi si apre il dibattito, meno filosofico, più economico.

Quanto crescono i salari, oggi è la prima cosa da chiedersi, se la spesa pubblica è orientata alla crescita, se vi è un economia aperta, se funzionano le nostre aperture commerciali, se funziona la produzione, se abbiamo efficienti politiche antitrust.

Abbiamo capito il problema del costo del lavoro ?

  • Salari
  • Produttività
  • Politica Fiscale
  • Moneta Nazionale – svalutazione –
  • Importazioni
  • Esportazioni
  • Manovra finanziaria

 

 

Cose diverse dal grado d’integrazione sociale in una società, non solo visto che lo spirito soggettivo si manifesta, spesso chi ha imparato a essere senza lavoro, lo sa per averlo vissuto, elaborato personalmente, tutti abbiamo visto nella disciplina, nella sua capacità di conduzione, la possibilità di essere guida, di potere progettare, nel mercato non solo una mano invisibile, anche una mente invisibile.

 

Il potere politico, la sua gestione, le imprese, le innovazioni tecniche, il risparmio, il pagamento, le persone, vanno alla ricerca di un assetto ideale, uno sviluppo continuo e armonioso delle attività economiche.

 

La valutazione di piani e programmi, non per consuetudine, porta a vivere le vittorie di un piano per un settore, quello di propria competenze, se si è dirigente, a vivere il ciclo economico, anche di espansione, se si è imprenditore, a essere un dato statistico, la popolazione, di un ipotesi di sviluppo economico.

 

Il programma, la definizioni, i problemi e le questioni dal nome “ Nella cittadinanza attraverso Marx “ sono per chi scrive il modo migliore di confrontarsi, sapendo che il bisogno di organizzazione, di un vantaggio tecnologico, della espressione delle preferenze sul mercato, portano effetti notevoli sulla struttura del sistema sociale. Chiedere libertà di commercio, libertà d’iniziativa, la divisione del lavoro, porta a vivere il rapporto tra industriali e mercato del lavoro.

 

Dal 1999, quando con un grande europeista come Prodi, stimatissimo da chi scrive, l’Europa doveva scegliere se essere con noi “ democratici “, seppure non di sinistra, di fede liberaldemocratica, le tappe ci hanno portato elezioni dopo elezioni al risultato, la via è stata un passaggio alla cultura liberale di Forza Italia, che in politica, per chi scrive rende meno degli amati radicali, dei liberali, dei verdi, dei repubblicani, di ieri, oggi, domani, quindi hanno scelto tutti la sicurezza del pompiere, nelle nostre case, di nome “ Forza Italia “, un partito con un lungo periodo di Governo, ingresso garantito ancora oggi nelle amministrazioni locali.

 

Si è aperto il dibattito su chi per la democrazia europea fosse un elemento destabilizzante, un eversore, un antisistema, tutti si sono detti “ europeisti “ nella prima ora, nella scelta di oggi un po’ meno, bisogna aprire un dibattito ora, essere revisionisti, comprendere tutto quello che il Partito Democratico e Forza Italia hanno fatto perdere alla “ democrazia europea “, quella della cittadinanza europea, invece, Marx è importante per darci l’aspetto vivo, intellettuale, di chi ha sempre saputo contribuire a modificare i nostri percorsi, individuali o meno, di natura culturale.

[1] I Fondi di coesione europei sono stati istituiti nel 1994

[2] „Dei marxisti talvolta si dice che evocano la crisi capitalistica di continuo, e che solo per questo finiscono presto o tardi per avere ragione, un po’ come un pendolo rotto che segna l’ora giusta almeno due volte al giorno. In verità, nel Capitale l’espressione “crisi” richiama soprattutto il significato etimologico di “separazione” e “decisione”, e ha quindi un senso molto più generale rispetto all’accezione corrente. D’altro canto, per quei sedicenti discepoli che tendono a scambiare l’analisi di Marx per una banale teleologia, la battuta non sembra del tutto inappropriata. Bisognerebbe però trovare un’immagine speculare per quegli esponenti del paradigma dominante ai quali capita di dichiarare che va tutto bene anche nel mezzo di una situazione palesemente fuori controllo. Ad esempio, potremmo dire che un simile comportamento ricorda quei semafori che continuano imperturbabili ad alternare il rosso e il verde anche al cospetto di un gigantesco ingorgo.“ — Emiliano Brancaccio, dal capitolo Va tutto bene

Riferimento: https://le-citazioni.it/frasi/179359-emiliano-brancaccio-dei-marxisti-talvolta-si-dice-che-evocano-la-crisi/

[3] In Europa ci sono   17 milioni e 978mila persone disoccupate delle quali 14 milioni e 153mila nei Paesi che hanno l’euro – dati 2017 –

[4] Non perdete tempo a vivere la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli.
(Steve Jobs)

[5] Le ideologie ci separano, i sogni e le angosce ci riuniscono.
(Eugène Ionesco)

[6] Dal lat. degradatio -onis, der. di degradare ‘degradare’ •prima del 1540.

[7] Significato di insocievolezza : Carattere e comportamento di persona insocievole; insofferenza o difficoltà di rapporti e contatti con altre persone.

[8] necesse est enim ut veniant scandala ‹… vèniant skàndala› (lat. «è necessario infatti che avvengano scandali»). – Frase del Vangelo, in Matteo 18, 7

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