julius caesar marble statue
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L’argomento principale.

Il novecento è un secolo in cui gli Stati Uniti d’America hanno conquistato supremazia economica, influenza territoriale, seppure all’inizio del secolo la leadership economica era nella mani di Gran Bretagna e Germania, dopo il 1914 inizia uno scontro tra il bisogno di un economia di pace e di libero mercato e la presenza di una economia di guerra.

Gli storici hanno riletto il primo conflitto definendolo la grande guerra, la guerra totale, i paesi belligeranti presenteranno questa guerra come difensiva. La prima guerra mondiale segna la chiusura del sistema giolittiano, che spinge per la neutralità per l’Italia, esprimendo una netta opposizione alla rivoluzione.

Al termine del conflitto bellico le perdite umane furono circa 13 milioni. Wilson propose la Società delle Nazioni, per una soluzione pacifica dei conflitti internazionali, i disagi causati dalla guerra in Europa sono incalcolabili, ovunque la crescita demografica si era invertita, erano peggiorate le condizioni igieniche ed alimentari, l’apparato industriale e gli impianti minerari erano stati gravemente danneggiati.

I soldati tornati, avevano sul corpo lo sforzo, la prova di un’insubordinazione sociale, in Italia , ad esempio, si manifestava contro il carovita. bolscevica.

Cosa succede in Italia allo Stato liberale ?

Prima di darci  Governi, inconsistenti, di breve vita, alle soglie del 1920, il progetto liberale veniva superato. Giolitti, dopo lo scandalo della Banca di Roma, era cresciuto in politica, fu il maggiore rappresentante dello Stato liberale, famoso per la riforma tributaria, il compromesso giolittiano, lo sviluppo industriale, che come politico ebbe problemi per gli accordi sindacali con i lavoratori che reclamavano diritti di salute e di occupazione. Le istituzioni liberali all’inizio del novecento sono alle prese con la richiesta di partecipazione delle masse mobilitate, debbono comprendere se scegliere un economia di guerra oppure di pace.

Il novecento viene visto come il secolo dei totalitarismi, assumono importanza i due conflitti bellici mondiali, l’industrializzazione, la crisi del ’29.

La prima guerra mondiale è per il nostro paese l’apertura di processi che seguiranno negli anni successivi, come forma di instabilità sul piano economico ed istituzionale, con l’Italia dei braccianti, commercianti, operai, che dopo la prima guerra mondiale, con l’apertura della questione meridionale, aspettano la fine dell’Italia giolittiana.

La borghesia italiana decise di perseguire una politica di netta contrapposizione al movimento operaio. L’intervento di Giolitti respinse le pressanti richieste degli industriali, nasce la “ mediazione possibile “.

Il biennio che va dal Settembre del 1920 ( quando ebbe fine l’occupazione delle fabbriche ) all’Ottobre del 1922 ( quando il fascismo salì al potere ) fu caratterizzato da una sostanziale paralisi del sistema  politico e dalla forte opposizione che portò Giolitti alla fine della sua esperienza.

Il modello liberale era vulnerabile.

Giolitti entrato in scena con Zanardelli, famoso per l’intesa tra classe operaia e mondo imprenditoriale, nota con il termine “ compromesso giolittiano “, vide il suo potere entrare in crisi quando Mussolini fece una dichiarazione che suona così “ Noi dichiariamo che c’è un Italia che voi governanti liberali non comprendete più “. Tra il 1922 e il 1925 si svolse un periodo di “ fascistizzazione dello Stato “, il fascismo era l’anima del nuovo modello istituzionale italiano.

La politica economica che decise il fascismo, dopo che ebbe l’incarico di formare un nuovo governo, a seguito della Marcia su Roma, con all’interno anche Armando Diaz, con forze non solo fasciste, fu proprio la scelta di Alberto De Stefani con il motto “ stato forte – stato non economico “.

Il centro giolittiano, che aveva garantito l’equilibrio politico per anni, scese da 200 deputati del 1913, ad appena 91 del 1919, senza capacità di proporre alternativa, nel 1921 Giolitti lasciava il governo.

Su cosa si basava in poche parole il modello liberale ?

Concetto di eguaglianza politica degli uomini, il primato era la figura del cittadino, il produttore doveva assoggettarsi alle regole del mercato, per i liberali giolittiani ci voleva democrazia nell’ambito industriale.

Leggere il passaggio :

Croce ribadisce come il soggetto della storia è comune a tutti e l’umanità comune a tutti. Il buon uso della scienza è capace di migliorare la vita, la politica, anche se questo ragionamento è abbastanza fallace, visto che un osservatore, a volte, troppo frettoloso, è l’uomo. Un uomo con progetto forte all’opposizione di un umano con la sua nevrosi fanno conoscere la faciloneria del giocatore debole.

Flashback :

All’inizio del Novecento, lo zar di Russia, aveva lasciato ai suoi figli non pane ma pallottole, si diceva. Si prepara la rivoluzione di Lenin, quello di che fare, delle tesi d’Aprile, che tornato dalla Svizzera, ancora non vedeva possibile la sua vittoria sullo zar, ma che la conobbe quando i militari decisero di non reprimere le rivolte, proprio mentre era in corso la prima guerra mondiale, sconfitta la resistenza, la destra, i liberali, Lenin, alla guida dell’Armata Rossa, vince fondando il PCUS, organo la Pravda, conquista il potere, seppure con lo scontro armato, dando vita alla nuova politica economica e accentrando il potere sui soviet, che ne linguaggio italiano, significano consigli di fabbrica.

Trasferire parole :

Il primo conflitto bellico lo scatena Gavrilo Princip, una guerra di posizione, di logoramento, che ebbe le dimensioni di un massacro. Sulla scena arriva la parola “ disagio di civiltà “, nascono affermazioni ideologiche, si sviluppa, nel mondo del lavoro, in Russia, un famoso termine “ stackanovismo “.

Nel 1929 Sigmund Freud pubblicò il libro il Disagio di civiltà, ove poneva un interrogativo drammatico “ Il problema fondamentale del destino della specie umana a me sembra sia questo : se, e fino a che punto, l’evoluzione civile riuscirà a padroneggiare i turbamenti della vita collettiva provocati dalla presenza aggressiva e autodistruttrice degli uomini

 

Le date :

1914- si dimette il quarto Ministero Giolitti , inizia quello Salandra, uccisione di Francesco Ferdinando a Sarajevo

1919 – Tratto di Versailles ; Costituzione Federale di Weimar

1920- Inizia l’attività della Società delle Nazioni

1921- Nasce a Livorno il Partito Comunista

1922- Marcia Fascista su Roma, Mussolini al potere

1924- Muore Lenin . Successo elettorale fascista in Italia. Delitto Matteotti, Stalin soffoca la rivolta dei kulaky.

1925- Stato totalitario in Italia.

 

Gli Stati Uniti tra le due guerre…………

La reazione degli americani  al famigerato “ giovedì nero “, è un argomento importante[1], la crisi tocco il suo apice nel ’32 e fu solo nel 1933, con l’elezione del democratico Roosevelt, che gli USA poterono risollevarsi, grazie al vasto programma di riforme detto “ new deal “[2].

Il New deal, il nuovo corso inaugurato da Roosevelt all’inizio del suo mandato, consiste in una serie di misure di emergenza per fronteggiare la piaga della disoccupazione. Varando un piano di spese federali senza precedenti per la realizzazione di opere pubbliche e servizi pubblici. Roosevelt mira a rialzare la domanda interna di beni e rilanciare così la produzione industriale ed agricola. Nel contempo introduce una normativa antitrust a tutela della libera concorrenza, legalizza la contrattazione sindacale e pone le basi di un moderno sistema giuridico pubblico di assistenza sociale e sanitaria[3].

I risultati alla fine furono ingenti, ma gli USA non superarono totalmente la crisi, contando nel 1940 ancora 6.000.000 di disoccupati. Sarà la seconda guerra mondiale a rimettere in moto la prosperità americana. Una crisi quella di New York, del ’29, esplosa nella borsa ma diffusa a livello planetario.

La borsa era nelle mani di un liberismo puro. Dinnanzi al crollo dei prezzi nascono le barriere protezionistiche. Le esportazioni americane vanno in crisi[4].

Che cosa significa la riforma dell’economia capitalistica ?

L’azione pubblica a sostegno della domanda globale, idea di Keynes, che diceva che ampliando la domanda e la spesa pubblica tramite l’azione pubblica, con i lavori pubblici, ad esempio, un aumento dei lavoratori occupati nei lavori pubblici, avrebbe aumentato i consumi. La spesa pubblica andava indirizzata verso la politica sociale. Il progetto di Keynes è una forma di controllo che si ferma davanti alla libertà individuale.

La filosofia americana ora non è per la regola del profitto, si presenta il valore della solidarietà, come uno degli aspetti più riusciti del “ new deal “. Le politiche keynesiane intesero lo stato come “ cervello collettivo “, si trasformavano le tecniche produttive, i ceti dominanti liberali si dovevano riprendere dal crollo di credibilità, uno dei pilastri dell’economia statunitense il pareggio di bilancio, venne scardinato da un imponente programma di lavori pubblici. Si pongono le basi per un moderno “ welfare state “.  Fu dal punto di vista politico e sociale che si misurò con maggiore chiarezza il valore del new deal.

Qui ci vuole il termine inglese “ alive as well “ per dire “ vivo pure “, per commentare il crollo di Wall Street, del 1929, quale termine si è usato, nella storia, invece è noto, si è scelto “ crisi “, “ depressione “, non tanto sottolineando quello che è rimasto vivo seppure la caduta in borsa.

All’inizio dell’Ottobre del 1929 l’indice della borsa di New York toccò il minimo, scatenando il panico, con azioni svendute a prezzi sempre più bassi. Dalla borsa la crisi passò ad altri settori. I fallimenti industriali e commerciali si moltiplicarono.

L’economista J.K. Galbraith indica almeno cinque fattori di debolezza dell’economia americana ( al tempo s’intende ), responsabile del “ grande crollo “, altro termine usato per la crisi, una teoria che è in piedi, è in grado di farci capire bene, per quale motivo si perse il controllo.

  • Una cattiva distribuzione del reddito
  • Una cattiva struttura delle aziende industriali e finanziarie, tale da favorire un’attività speculativa incompatibile con un sano sviluppo
  • Una cattiva struttura del sistema bancario eccessivamente frammentato
  • Un dubbio stato della bilancia estera
  • Uno stato infelice della scienza economica

 

Il progetto di Keynes[5], già sopra indicato, fa nascere il “ welfare state “ e la “ social security “, si diffondono i sindacati, si acquistano macchinari, si introduce la contrattazione collettiva. L’espressione “ new deal “ significa letteralmente “ nuovo corso “, proprio per il fatto che si cambia la tradizionale economia liberista in America, opera questo cambiamento di un Presidente che aveva sconfitto i repubblicani con una maggioranza nettissima. L’economia con questo intervento dava segni di ripresa, non tanto la borsa, quanto l’agricoltura.

Oggi si può dire che “ il mondo è fatto di queste parole “, si ricorda che dopo la seconda guerra mondiale, un giornalista americano userà la parola “ guerra fredda “, altrettanto importante di “ grande depressione “.

JFK – John F. Kennedy – fu successivamente il primo Presidente Americano cattolico. Il suo programma presenta il concetto di “ nuova frontiera “, la società americana deve lottare contro la segregazione razziale, le sacche di miseria, la sperequazione fiscale. JFK fa a noi scrittori di storia un furto, come una moto è veloce a riempire i posti, in piena crisi politica ed ideologica, di possibilità di sviluppo di movimenti per i diritti civili, non solo per rilanciare l’influenza americana nel mondo, nel 1963 il suo assassinio fa esplodere la questione razziale.

La convivenza pacifica, tra gli uomini, è nella natura umana, ogni essere umano è persona, soggetto di diritti e di doveri, dalla natura umana scaturisce il diritto di partecipare ai beni della cultura, e quindi anche il diritto ad un istruzione. Leggiamo la bellissima Pacem in terris di Giovanni PP XXIII, in questa enciclica si legge che l’uomo non deve essere l’oggetto passivo nella vita sociale, deve esserne il soggetto fondamentale, il fine.

L’errante, è un essere umano, una persona, conserva la sua dignità di persona.

Da una serie di libri, si legge, che dopo la seconda guerra mondiale, si è voluti valorizzare il ruolo dell’Onu, si è richiamato il valore della democrazia, nonostante opinioni divergenti, si è scelto nel tempo di dare la parola al popolo europeo.

Si può confrontare l’azione di due Presidenti americani famosi, come Roosevelt, JFK, con l’azione della Chiesa, per creare una cattedra comune, magari nelle mani delle docenti americane di oggi.  La chiesa è al lavoro nella questione sociale, comprendere la struttura e le leggi della società, ai predicatori della pace, lo si ricordi, non devono mancare l’ambiente, la folla, il giornale, la propaganda, l’associazione.

Già dai tempi di Gramsci, in Italia, si riflette come ostacolare una personalità autoritaria, che si presenta nella figura dei “ dittatori “, nei primi del novecento, sappiamo che l’esame del ruolo di intellettuale, spetta a Gramsci, un italiano di sinistra, un uomo di partito, che per uno storico  importante come Procacci è l’unico che potesse risolvere i problemi della rivoluzione italiana.

Luigi Einaudi scriveva, bene, anzi benissimo, agli Stati Uniti d’America si dovrebbero contrapporre gli Stati Uniti d’Europa, siamo in piena politica di contenimento del comunismo, sta nascendo, come si legge sopra, la guerra fredda.

Il mondo si divideva in due blocchi, tra il 1948 e il 1953 trionfa il controllo sovietico, una nazione che aveva liberato gli Stati, l’URSS, dal nazismo.

Nel 1989, Gorbaciov toglie il Muro di Berlino, un grande passo per tutti noi.

Hebert Marcuse, in conclusione, è uno dei pensatori più famosi del novecento, per lui hanno avuto una passione i “ sessantottini “. Il filosofo del rifiuto verso ogni forma di repressione. Un esempio di pensatore marxista, quindi il movimento comunista internazionale ebbe vita, non resta che dire che oltre a un rapporto America e Chiesa, ad occidente, possiamo avere, a Est, dopo la crisi dei regimi comunisti, un coinvolgimento del cittadino nella vita pubblica.

[1] calo della produzione che scese di quasi il 50% tra il 1929 e il 1932.

[2] Nella Teoria generale, Keynes afferma che sono giustificabili le politiche destinate a incentivare la domanda in periodi di disoccupazione.

[3] L’analisi economica in termini di capitale, terra e lavoro / profitto, rendita e salari è opera della scuola che si definisce classica.

[4] la crisi del 2008 è stata la peggiore dal 1929 ? Le due crisi hanno di aver avuto un costo esorbitante per la collettività ( fonte Il sole 24 ore )

[5] I personaggi storici famosi fanno comprendere anche chi può essere “ selezionato “ come loro discepolo.