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Ogni politico ha il suo pubblico, al quale parla, chi scrive, ad esempio, è un ” repubblicano “, un pò scettico all’inizio su Trump, oggi mi convince. In Italia resto un centrista. Tutti debbono sapere sviluppare delle relazioni con gli organismi locali, devono rispettare delle prassi locali, decidere un programma. Formalmente si creano dei ” nuovi ruoli “, proprio per allargare la propria base, il proprio pubblico, il proprio sostegno sociale. Da sempre, già da Machiavelli, il concetto di pubblica voce e pubblica fama si accompagnano.

In base ai propri bisogni ci si adatta ad una organizzazione, che si dota dei mezzi idonei per la propria azione, abbiamo bisogno di una lettura di un grande studioso italiano.

Lettura tratta dal testo : Il pensiero politico del Novecento di Umberto Cerroni( editore Newton )

SCIENZA POLITICA E SCIENZA SOCIALE

L’estensione assunta dalle esperienze della democrazia ha dato impulso a una imponente raccolta di fatti, documenti, dati statistici. Ciò ha irrobustito  la conoscenza della politica e ha ulteriormente sollecitato la propensione empirica degli studi politici troppo a lungo imbrigliati in matrici  filosofiche e in schemi giuridici o appiattiti in variabili della economia. Uno studioso che avvertì la riclassificazione di categorie teoriche è David Easton, che scriveva nel 1953, il sistema politico, sottolineando la riluttanza della  nuova scienza politica americana ad adottare le prospettive concettuali associate  al metodo scientifico. Nella fase in cui gli studi sociali hanno una grande dilatazione empirica si deve spingere per ordinare i fatti e spingere per la lucida comprensione della teoria.

Anche il libro I COLLETTI BIANCHI di Wright Mills, pubblicato nel 1951, una indagine sulla classe media americana disegna le novità sociali e l’avvio al capitalismo maturo.

Un altro passo tratto dal libro.

Lettura tratta dal testo : Il pensiero politico del Novecento di Umberto
Cerroni ( editore Newton )

La importanza dei mezzi di comunicazione di massa nella politica era stata
colta negli anni venti e trenta quando cinema, radio, televisione estesero
la loro presenza.  L’analisi migliore fu la Dialettica dell’Illuminismo, 1947,
della Scuola di Francoforte, pubblicata in America, scrivono che le attività
intellettuali sono diventate merci, l’individuo è asservito ad un apparato
di potere. Ognuno è spinto ad un “ isolamento per comunicazione “ ed “
imitazione coatta “. Giudizi sconcertanti nell’età della televisione, dei registratori,
dei compact disc, dei satelliti, del personal computer, che fanno selezione,
come anche dei personal computer, dei fax, del telefonino ( strumenti oramai
programmati come preferiti ).

Confrontiamoci ora, nella scrittura italiana, con fiducia, al clima internazionale, descritto da Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998, che sa presentare un nuovo concetto di sviluppo.

Nella politica del mondo contemporaneo ci sono ben poche cose che, per importanza, possono reggere il confronto con il consolidamento e la diffusione della democrazia.  Come è noto, l’idea della democrazia è nata nell’antica Grecia più di duemila anni fa.  La democrazia ha impiegato molto tempo per affermarsi. Soltanto dal secolo scorso si è finalmente accettato il fatto che ” il diritto di cittadinanza e voto per le persone adulte deve includere proprio tutti., non solo gli uomini, ma anche le donne.- Amartya Sen LA DEMOCRAZIA DEGLI ALTRI.-