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Ejzenštejn presenta la frase che chiude le immagini, qui sul nostro Blog, tratte dall’archivio di Word Press, molto ben fornito, il nostro obiettivo, quello che è in gioco, non è stupire, togliendo il caos dei movimenti quotidiani, non siamo al comando di una televisione, magari regionale, di successo, i testi e la loro riflessione teorica servono ad altro.

Tutto prende una forma visiva, seppure sono i luoghi ove si vive, la propria Regione, che spesso sono vita, oppure prigione per giudizi di critici.

Questo regista dice una frase che dobbiamo fare nostra :

” Non si può insegnare si può soltanto imparare “. 

Qui sul Blog CAMBIO GIORNO non s’insegna per scelta, almeno per quello che mi riguarda, la nostra nascita come autori, scrittori, conosce anche l’epilogo, la parte finale dell’orazione.

Le foto, come i film, portano via del tempo, i testi, i dialoghi, debbono saperlo. Questo regista, nella sua vita, presenta un’altro problema, quello del vivere, come autore, anche di spessore, isolato, avere redatto del materiale, che non si riesce a pubblicare. Con lui si riflette sul cinema intellettuale, fare vedere cose accompagnate dal pensiero scientifico, si confrontano il vecchio e il nuovo, la società moderna crea dei nuovi stili. Un regista che fa un approfondito studio della tecnologia del sonoro, ha problemi di finanziamento per i suoi film, affronta il duro lavoro teorico scrivendo dei libri. Muore mentre scrive una lettera sui problemi del colore, un teorico, un brillante conoscitore di soluzioni audiovisive.

Nel 1933-1934 tiene un corso, un autore questo regista che non dovrebbe essere sgradito alla scuola, a una cultura di sinistra, in modo da potere essere proposto oggi ai giovani, anche lui usa quindi dei ” metodi didattici “. Propone ai suoi allievi un compito, una scena da fare, spiega il soggetto, riguarda un soldato che assente, torna dal fronte, viene a sapere che sua moglie ha avuto un figlio da un’altro, decide di lasciarla. Il compito è mettere in scena, questo semplice soggetto, secondo tre varianti una melodrammatica, una patetica, una comica, anche lui, comunque, fu costretto a dichiararsi fedele al realismo socialista.