black and gold pen
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Oggi tutti diamo la ” mail “, il nostro numero di telefono, per creare parole, per conquistare una donna, oppure un lavoro, le parole piacciono ancora.

Facciamo attenzione alla parola ” discriminazione “, che spesso incontriamo quando diamo ad una persona un lavoro, una qualifica, al di sotto delle proprie possibilità, capacità, competenze.

Se nelle nostre case, nel nostro spazio dovesse entrare questo spazio, per essere riconosciuti, forse a qualcuno abbiamo fatto un torto, quindi, non sia mio, ad ognuno il suo, nel lavoro, sulla carta d’identità.

Vi sono due modi di guardare le parole :

  • teorico
  • direttamente sulla conoscenza guardando i fatti

Se si è troppo teorici, si potrebbe non riconoscere, se si fa troppa esperienza, potrebbe mancare la verifica della teoria.

Usare esperienze e teoria, per fare, ad esempio, l’allenatore, insegnare, fare il consulente, merita riconoscimento, la programmazione, va fatta, online, in base alle richieste che giungono, quindi se qualcuno vuole fare conoscere le parole, venga qui in questo spazio, senza nessuna forma di discriminazione.

Per me deve sempre nascere in ogni lavoro, un movimento che migliori la qualità della vita lavorativa di tutti, si sa che quando si perde il controllo di se stessi, dell’ambiente, l’impegno lavorativo non riesce bene, quindi tutti senza discriminazioni dobbiamo concentrarsi su di esso.

Reddite quae sunt Caesaris Caesari et quae sunt Dei Deo.

«Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio»

Non sempre è tempo delle parole, la vita non è sempre bella, non si è sempre giovani, ogni tanto si va nello spazio chiuso, tutti possono cadere nel tranello della gabbia dorata, stare nel privilegio, scoprire di non avere nessuna libertà.

Il tappeto rosso, la banda, l’accoglienza trionfale, sembrano una metafora, un modo espressivo e stilistico, si scopre con le parole quando è sbagliato il modo di comunicare, molti vogliono anche dimostrare per assurdo, esprimersi in modo contrario all’opinione comune, spesso si entra in politica, nella politica, dove grazie alle parole si vince di misura.

Attenzione al ” margheritone ” si disse proprio che la sinistra riformista è diventata ” un margheritone “, quindi nei salotti televisivi, sui giornali, nascono le parole, noi vogliamo oppure no, molti conoscono il linguaggio della ” delegittimazione “.

Di solito, la prima cosa che si impara è sapere usare termini, parole, sulle parole d’interesse, lo insegnano i giornali, non scrivere di quello che non interessa a nessuno, come prima regola.

Vincere, vuole dire, lo insegna il termine ” margheritone “, anche sapere superare contrasti interni, se nessuno vuole leggere come parli di politica, come lo dici, non ti resta, dare spazio alle parole del tuo lavoro, non solo, tollerando, se lavori nello sport, il linguaggio enfatico delle gare sportive.