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Dopo un intervento chirurgico, anche io ne ho subito uno per un trauma sportivo, si comprende come sia cambiata la possibilità di movimento. Non si sa ancora quanto, ha influenzato la condizione, nemmeno quando si è tecnici affermati.
Se poi arrivano anche i farmaci, assieme al deteriorarsi delle principali articolazioni, che non possiedono più uno stato efficiente, molte azioni, vedi corsa e salto, non si recuperano appieno, si sa che tra l’inizio e l’abbandono dello sport, vi possono essere reazioni depressive e sociopatiche.
Lo sport rinvigorisce l’uomo, lo rende felice, lo fa crescere, lo rende grande, seppure ognuno di noi ha il suo intervallo, lo sport gli fa male, tutti lo sanno, nessuno lo dice. All’interno di un centro sportivo iniziano a nascere delle distanze diverse, conoscendo le reazioni di un giocatore della propria società, l’atleta lo si può fermare anche con il medico delle anime, dal quale si riceve aiuto e beneficio, soprattutto se l’atleta deve essere un volontario, che deve dare voce alle idee che una società ha per un bambino, che possono arrivare a somiglianza con reazioni negative, verso questa idea, vi è poi l’incontro con il linguaggio dell’energia, anche qui il medico arriva, anche se non è un mistero quello che si scrive nelle cartelle cliniche, dopo che nella vita si è manifestato un ” burning out “. quindi dallo stress si è passati ad un esito patologico della propria attività.

La diagnosi è stata fatta grazie all'” homo ludens “. devi esplorare e creare il tuo territorio, il tuo spazio, si verifica se sai stare al gioco, allo scherzo.

La definizione precisa di ” homo ludens “: L’uomo come essere caratterizzato da una naturale tendenza al gioco, al riso, al divertimento

Non studiare, avere ansia, scadere nella prestazione, porta ad usare una voce confusa e a mascherare le proprie difficoltà, le idee della società non sono state accolte, i suggerimenti non capiti, non hai voluto i tuoi educatori, non sei stato tifoso, non sei stato educato.

Puoi riascoltare quindi tutta la  trasmissione dell’homo ludens, in cui ti viene spiegato che vi sono interventi diversi, lavorando con gli allenatori, capendo i diversi sport, si comprende se è presente una ideologia comune, su come parlare degli atleti, che sono anche figli di genitori, che da tempo si fidano di una società, che ha bisogno di ascoltare quello che sai.

Se hai un pessimo rapporto con il pubblico della tua società, anche se sei apprezzato fuori casa, è forse per il fatto che quando hai giocato in casa, i tifosi erano presenti, non gli hai convinti, oppure se sei sempre stato con un piede fuori la società, ricordati che essere libero da vincoli, volere la tua libertà, non ti porta a un completo riconoscimento.

Spiegarsi ai bambini, spesso con una mentalità spontanea non è facile, ci sono le storie da vivere, la presenza dei diritti da conoscere.

Se un allenatore quando hai giocato ha notato che nel tempo di gioco avevi molte pause, si aggiunge che oltre agli infortuni, contano anche gli adattamenti soprattutto di tipo biologico.
Quando si inizia a lavorare in una squadra, ogni società ha diritto di esprimersi nella comunità, con le persone che hanno titolo per essa, esprimere la lista del personale autorizzato, a che titolo esso opera, che tipi di contratti sono in corso di realizzazione, le relazione che i tecnici debbono trasmettere o meno a suo nome, nel corso della formazione.
I giocatori, mettono le cifre nel campo, possono modificare l’attività di ogni tecnico, anche farlo esonerare.
Il monitoraggio della prestazione atletica, va fatta da persone autorizzate e competenti, avere un corretto impatto medico, le risorse debbono essere sufficienti per i contratti.

Nasce il concetto di ” educatore sportivo ” , che può garantire soluzioni, sicurezza, al proprio programma societario, che promuove i concetti dello sport, sotto la supervisione di tecnici qualificati, spiega lo sport dal punto di vista psicofisico e sociale, si occupa del percorso migliore per i giovani nello sport.

Durante la visita clinica si comprende questo percorso, difficile da sapere se non vi è stato un colloquio, un faccia a faccia, gli strumenti virtuali non servono molto, bisogna conoscersi di persona, non offendere il personale delle varie società, si tratta di lavorare tutti per cercare una risposta positiva all’esercizio fisico.

Non puoi invocare la ” disparità di trattamento ” con gli altri se non hai raggiunto un contratto di lavoro, come clinicamente si rilevano i segni delle malattie, ereditarie o meno, anche il sindacato, spende parole, per migliori condizioni economiche sorveglia le esperienze degli addetti ai lavori, se non vi sono, nel tempo lungo, della tua attività, variazioni statisticamente rilevanti, non solo le entrate sono poche, non vi è copertura al tuo lavoro, condivisione di programma, puoi solo recuperare il minimo di dignità necessaria.