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Molte voci cantano l’amore, molti cantano anche la paura d’amare, si dice da sempre chi chi ha paura di soffrire quasi sempre soffre di paura, l’ignoto di un legame sentimentale a qualcuno può fare paura.

Dell’amor cortese si è occupata la scuola poetica siciliana, amare una donna, essere giusto, è una virtù del ” cavaliere “, ovviamente vale nella terra di Federico di Svevia, che era al comando al tempo, la donna è paragonata ad una stella luminosa che da luce alla vita.

La poesia viene dalla ” tenzone ” ci si sfida con comportamento poetico, vi è pure la parodia, la rivisitazione scherzosa, per adesso nulla di male, cose che fa ogni scuola, soprattutto alla radio, alla tv, per i matrimoni, l’amore, la poesia, s’impara a scuola, polemizza spesso con i vizi del concittadino.

Poi la scuola sarà anche dolce stil novo, si preoccuperà della lingua adoperata, mentre quella dell’amore cortese era per gli aristocratici, quella del dolce stil novo sarà dei Comuni.

Iniziano ad associarsi alle belle parole, le immagini della scienza, fino a qui niente di nuovo per la scuola di oggi.

Un anonimo, uno che usa oggi il tweet, potrebbe scrivere ” sto perdendo tempo, sto perdendo io, sto perdendo la gioia “. non tutti possono aprire una scuola di canto, di scrittura, di recitazione, quindi si ricordi che spesso non tutti riescono a fare sapere quello che serve.

La forma valida di lettura viene quasi sempre da una buona scuola, non tutti decidono di lavorare per la propria scuola, altri lasciano gli studi di Ragioniere, per quelli umanistici, si può fare, non è un reato, si ha successo lo stesso.  Tra le news e le interviste, le informazioni registrate, si muove la scienza della comunicazione, spesso nessuno la vede, è presente mentre si dibatte sull’uso di un termine. Parlare senza tregua è diverso dal discutere, il collegato, il connesso, lo sa, si sa che  non potere scrivere ” ti amo ” alla donna amata, crea una certa sofferenza.

Giacomo da Lentini propone ” Amore è uno desio “, che nasce da una tenzone, si proponevano diverse tesi sulla questione amorosa, l’autore non vede l’amore in terra lontana, lo deve avere sotto gli occhi, oggi qualcuno lo potrebbe metterlo proprio all’uscita della sua casa, dove risiede. L’amore comunque al di là delle distanze, a volte ci attira come la calamita, come leggerlo sui libri arricchisce la nostra mente, seppure poi rispetto ai libri, le love story, sono cose diverse.

Una storia d’amore a volte è basata solo sull’interpretazione personale, non solo, soprattutto quando si è molto giovani, accade spesso che come si comportano gli innamorati, nel periodo in cui sono ” insieme “, è molto dolce.

Molto spesso accade che in un centro commerciale, su un autobus, in una struttura sportiva, vi è il ” break ” , la pausa caffè, si comprende come sia amato un prodotto nazionale dal consumatore, che rapporto abbia con il commercio internazionale, un prodotto sfruttato per produrre creare suono, comunicazione, da sempre.

Si sa quando si deve parlare tra amici subito compare il caffè, icona pubblicitaria, fenomeno di costume, tanto che il grande artista Fabrizio De Andrè ha realizzato una canzone, che io con i miei amici cantavo sui banchi di scuola, dal nome Don Raffaè, inserita nell’Album dal titolo Le nuvole del 1990. L’autore ricevette una lettera da un famoso boss della camorra, che qui non cito, per sapere se l’avesse dedicata a lui. Al boss non fu spiegato se la canzone fosse dedicata a lui. Il ritornello del brano è preso da un’altro grande brano ‘O Cafè del del grande Domenico Modugno, questo non lo cantavamo sui banchi di scuola io e io miei amici.

Fa subito colpo il verso della canzone ” Ah, che bellu ccafe` sulo `n carcere `o sanno fa’ “, tutti vorremmo dopo la morte essere ricordati come il grande Faber, un vero pilastro della musica, fare la sua stessa fine artistica è un sogno per molti, in vita s’intende, infatti a San Remo 2016, la migliore scuola forse italiana della musica, un cantante di nome Clementino ha proprio registrato una versione del brano di De Andrè, poi inserita nel suo Album dal titolo, per chi la volesse ascoltare, Miracolo ! Ultimo Round.

Le parole importanti, nella canzone, sono quelle della voce del repubblicano Spadolini, che in una delle tanti stragi di mafia, racconta De Andrè si indignava, si impegnava, a nome dello Stato. La voce esatta di Spadolini era ” “Sono costernato, sono indignato e mi impegno…”. Nel testo della canzone del grande cantautore diviene ” Prima pagina venti notizie ventuno ingiustizie e lo Stato che fa si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignita’.” Rimangono quella di Spadolini e De Andrè due grandi voci dell’Italia che sono e saranno il ” nostro confronto “.

La musica sa fare ovviamente le immagini, a proposito del caffè vi è una bellissima copertina del disco C’est la ouate Single by Caroline Loeb, dove si vede la bella cantante, al tempo seduti al tavolino, con un bel caffè.

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Oltre al caffè ci sono le amate patatine, che spesso viene detto di non mangiare, sono nate da una disputa tra belgi e francesi.  I belgi sostengono che nascono da un manoscritto del 1871, i francesi sostengono che sono nate nel 1879, durante la rivoluzione francese.

Si conosceranno, soprattutto in America, con la parola  “french fries” , poi saranno i soldati a dare il nome ” chips “. Senza allarmare nessuno si ricordi che : Le patate fritte sono incluse nella lista 2A dello International Agency for Research on Cancer delle sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo ( fonte Wikipedia ).

Un autore, importante, è Ippolito Nievo, che in Confessioni di un Italiano, un bel libro, ove s’impara un’altro suono, non quello degli alimenti, si sente il suono della campagna, ove ancora nasce la materia prima che mangiamo. In campagna, scrive Nievo, si usava suonare a stormo le campane per invitare a soccorrersi vicendevolmente. Poi si comprende, che ci si deve soccorrere da quello che viene nominato per farsi vanto, quindi anche il caffè e le chips, devono essere nominate con calma, con cura. Spesso, comunque, senza del buon cibo, nessuno vuole sprecare il fiato per nulla.