La Carta di Toronto per l’Attività Fisica e l’importanza dello stile di vita attivo

person tying lace of shoes
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La Carta di Toronto e l’importanza dello stile di vita attivo, è una linea guida a livello internazionale, invita ad approfondire il problema dell’inattività fisica. Cosa ne pensi?

L’attività fisica promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale.

Tutto vero che l’attività fisica promuove il benessere, lo sperimento sulla mia persona e sulle persone con le quali mi relaziono. Il benessere significa stare bene, soddisfatti, sentirsi bene, capaci, stare in forma, sapersi relazionare,. Quindi si tratta di un benessere fisico perché permette di avere uno stile di vita in movimento e salutare. Si è sempre pronti a mettersi in moto, cambiare rotta, riprendersi e recuperare. Si tratta di una salute fisica e mentale, perché fisico e mente sono in relazione, corpo e mente funzionano insieme, sono alleati, se sta bene l’uno l’altro sta meglio, le due parti hanno bisogno di sperimentare benessere insieme, se sei disposto a metterti in movimento sei più propenso ad affrontare problemi, situazioni, persone. Ti senti più sicuro, coraggioso, fiducioso. E’ vero che produce benefici economici, perché più fai attività fisica e meno ti ammali e più sei produttivo al lavoro e nelle relazioni familiari e amicali. E’ vero che l’attività fisica contribuisce alla sostenibilità ambientale, sei meno propenso a usare mezzi inquinanti come macchine, ti sposti a piedi per brevi o medi tragitti e in bici per tragitti più lunghi, lo sperimento sulla mia pelle e c’è anche una certa sintonia con altre persone che praticano attività fisica, quando ci si incontra ci si saluta perché si è complici nell’affrontare la fatica che diventa amica perché aumenta la consapevolezza delle proprie capacità e risorse e si raggiungono sempre più obiettivi impegnandosi fisicamente e mentalmente.

La Carta di Toronto per l’Attività Fisica diventa un impegno comune dal lontano 2010, un punto di riferimento per tutte le nazioni del mondo fatte di persone e istituzioni, di famiglie e scuole, di lavoratori che insieme ognuno con il proprio impegno, può contribuire a una società e collettività migliore, meno malata, più propositiva.

L’attività fisica diventa un grande investimento per tutti, per le persone, istituzioni, collettività. Una palestra per promuovere corretti stili di vita e un addestramento alla vita per un futuro migliore, più consapevole. L’attività fisica rende più maturi e responsabili.

Le persone devono essere messe in condizioni di fare sport a qualsiasi età e con ogni modalità e in ogni contesto, dai luoghi di lavoro alle scuole. Uno sport per piccoli e grandi, per persone con qualsiasi difficoltà, deficit, disabilità. Ognuno deve essere messo in condizioni di poter fare un’attività fisica individuale o di gruppo.

http://www.globalpa.org.uk/charter/download.php

 

Lo sport, il suo insegnamento, e la raccolta di indicazioni scientifiche, come comportasi secondo te?

Ognuno in base al proprio ruolo e competenze può essere protagonista e veicolo di trasmissione informazioni, esperienze, nozioni, insegnamenti di attività fisica o può indirizzare a persone, istituti, scuole. Già nelle famiglie bisogna cercare di spostarsi dalle zone di confort come i divani e scrivanie e frequentare luoghi all’aperto per giocare o muoversi. Iniziando nelle famiglie il percorso diventa più facile nelle scuole dove ragazzi e genitori possono chiedere programmi di attività fisica adatti alla loro età e al contesto di vita e gli insegnanti possono coinvolgere gli allievi in lezioni pratiche e teoriche di attività fisica, allenamento, valori e regole.

L’esperienza dell’allenamento alla luce della promozione dello sport nelle scuole, quali sono le differenze, tra palestra e coach, con la scuola e il maestro/l’insegnante?

I ragazzi devono avere dei riferimenti che all’inizio sono i parenti prossimi come fratelli, cugini, genitori, zii poi le persone di riferimento possono diventare insegnanti o allenatori a scuola o frequentando corsi o scuole di un qualsiasi sport. Bisogna spiegare dall’inizo ai ragazzi la progressione nello sport dal gioco al benessere, dagli infortuni alle sconfitte, dallo sport amatoriale e quello professionistico. L’insegnamento deve comprendere non solo l’allenamento fisico ma anche i fattori inerenti l’aquisizione di conoscenza corporea, anatomica, fisiologica, l’aquisizione di forza mentale, padronanza delle proprie sensazioni ed emozioni, quindi affiancare ad allenatori, tecnici, coach, anche psicologi, medici dello sport, fisioterapisti.

Si parla dello ” sgobbone ” nello sport, di chi è felice di fare fatica, di allenarsi, come arrivare a questo cambiamento?

Come tutte le cose e come in tutti i campi c’è sempre il rischio di esagerare, di investire troppo nello sport, di isolarsi, di coltivare troppo un unico orto, di farsi male, di essere imprudente. Per questo dall’inizio è importante affiancare più multidisciplinarietà nell’attività fisica per spiegare cosa è bene e cosa è male, quali possono esser i rischi, come alimentarsi, come avere a disposizione una via di fuga, un piano B, come distrarsi, come recuperare, cosa può succedere negli anni.

A cosa tieni, specialmente, che si conosca della realtà di oggi sull’argomento Movimento, sport, salute?

La prima cosa è che non dobbiamo rimandare come al solito, non possiamo aspettare di andare in congedo dal lavoro per dedicarci allo sport ma dobbiamo da subito coltivare la passione dello sport e a ciò si ha bisogno di comprensione nei contesti di vita delle persone come le famiglie e gli ambienti lavorativi, bisogna far passare il messaggio che lo sport aiuta le persone a stare bene fisicamente e mentalmente e quindi permettetegli  e agevolateli nella pratica di uno sport, la persona starà meglio e di conseguenza staranno meglio le persone che si relazioneranno. Inoltre agevolare l’uso di strutture e impianti sportivi soprattutto per ragazzi e persone che non lavorano e non possono permettersi ingressi in impianti e strutture sportive. Comuni e istituzioni devono prevedere spazi e tempi a costi moderati, ridotti e anche senza spese. Altro aspetto importante può essere la flessibilità per esempio degli orari di lavoro che permetterebbe a persone di praticare uno sport in alcuni giorni della settimana facendo un orario lavorativo diverso in modo che il vantaggio sarebbe anche per il traffico nel senso che si diluirebbe l’afflusso delle persone nei luoghi di lavoro negli stessi orari intasando strade, paesi e città. Permettendo flessibilità di orari si snellirebbe il traffico e le persone possono viver più ora meglio senza aspettare l’età pensionabile.

Matteo SIMONE +393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta

http://www.kenyarunningcamp.com

http://www.psicologiadellosport.net/

https://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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