Intervista a Piergiorgio Tedesco

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E’ appena uscito il tuo singolo ” Con le dovute eccezioni “, parlaci di questa canzone, di come la vita ci confonde, di cosa si sia perso con questo momento social ?

Con le dovute eccezioni è un brano che parla della follia di oggi, di una realtà caleidoscopica e veloce che ci confonde e a cui è difficile dare un significato: supermercati sempre aperti e bulimia da consumo h. 24, voglia di apparire e febbre da selfie, migranti in mare… cuoricini e bacini. Le cose di ieri appaiono sempre più lontane e svuotate di significato; a distanza di qualche anno, se non di qualche mese, le cose non ci coinvolgono più, le scordiamo perché viviamo in un eterno presente. Ma non vuole essere un pezzo pesante.. è uno scorrere nel quale anche io sono coinvolto.
 
Il brano è contenuto in un Album, affronti temi della canzone d’autore, secondo te oggi un autore di musica può ancora affrontare temi cari alla musica di ieri, cosa negli anni della musica, sino a questo momento ti convince, cosa invece non ti piace ?
L’album si intitola “Con le dovute eccezioni” e parla di tante cose: di lavoro, di bullismo, di vita, di gioe e dolori. Non ho un’idea precostituita delle cose, ma per me, anche per quello che che ho ascoltato sin da bambino, c’è sempre una parte di impegno…
La musica di oggi è un discorso complesso: la discografia è pressoché sparita e non cerca o promuove i talenti; c’è l’industria alla ricerca di facili profitti da iscrivere a bilancio nell’anno fiscale… Vi garantisco però che sotto la cenere il fuoco è acceso: è pieno di ragazzi bravi, che scrivono belle canzoni, che hanno percorsi artistici straordinari; bisogna però cercarseli perché non accedono al main streaming.
 
 
Tra i tuoi autori preferiti si legge, nelle tue note autobiografiche, vi sono i cantautori, quali sono, anche per usare il linguaggio della pubblicità, quelli che arrivano al pubblico, con le loro canzoni, in un tempo di slogan facili ?
Io sono cresciuto a pane e cantautori e da ragazzo davvero credevo che la “chitarra era una spada”(cit. Edoardo Bennato); io sono cresciuto con nelle orecchie De Andrè, Guccini, De Gregori, Venditti ecc… il linguaggio negli anni si è modificato, oggi prevale la sintesi e è tutto racchiuso in una frase o in un’immagine.  Ma francamente, quando scrivo, non mi preoccupo di quello che arriva agli altri, quanto di esprimere quello che sento o che penso. Poi mi accorgo di esprimermi anche io per slogan. In Campi di cotone (secondo pezzo dell’album) il testo dice: “Dietro un sottocosto c’è un sottopagato”… è uno slogan, ma mi pare efficace!
 
 
Hai vinto con la tua musica un Premio per la giustizia e la pace sociale, pensi anche tu che la creazione artistica debba essere legata alla pace e all’amore ?
No.. o almeno non necessariamente. Per me la canzone è come il teatro: una rappresentazione, spesso parziale o adulterata della realtà. E la realtà supera il bene o o il male o l’idea che ne abbiamo…
 
Quale sarà ora il tuo percorso per promuovere il tuo attuale lavoro ?
Nel mio piccolo, sono molto contento per come è stato accolto “Con le dovute eccezioni”. Il singolo ora è in radio (vediamo quanto passerà, spero bene…) ed il programma prevede un release party a Torino il 17 novembre. Poi alcuni concerti, prevalentemente nella zona di Torino. Ma se ci sarà occasione, espatrierò volentieri dalla mia città!
 
Cosa ti piacerebbe scrivere in futuro, anche magari in teatro, non solo nella musica, oppure nella pubblicità ?
E’da alcuni anni che ho in mente un testo teatrale dedicato al mondo del lavoro. Poi la musica prende sempre il sopravvento… evidentemente scrivere canzoni per me è prioritario rispetto al resto. In fondo da ragazzo per me “la chitarra era una spada”…
Riporto sotto i miei contatti:
Con le dovute eccezioni (video youtube):
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