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Photo by Rene Asmussen on Pexels.com

La televisione nasce nel 1926 in un grande magazzino. L’immagine si presenta come definizione e colore, la prima scena televisiva riguarda il volto di una persona, una scena comune oggi, che al tempo interessò giornalisti e scienziati.

Oggi siamo passati alla televisione digitale, dopo il monopolio Rai, l’esplosione della televisione commerciale, siamo arrivati ai canali satellitari, oggi abbiamo un offerta completa, visto che la trasmissione digitale permette ad un numero maggiore di canali di essere presenti nel palinsesto giornaliero.

Nel Luglio del 2003 nasce Sky Italia, la mia tv del cuore, che ha anche dei canali in chiaro sul digitale terrestre, che speriamo aumentino nel tempo, a Giugno del 2018, gli abbonati sono oltre 4 milioni.

Negli anni ’90 Tele + era prima in chiaro, poi è passata a pagamento, criptata, nel 1993 proprio su questa televisione debutta il calcio, nel 2001 Stream e Tele+ si fondono, per poi confluire, nel 2003, in Sky.

Se hai detto una parola alla radio, sai che vi è la ricchezza della parola libera dalle immagini, ma se hai detto una parola che è un immagine, anche alla radio, sai anche che le cose che appassionano, sono l’arte in genere, nella realtà il bisogno di comunicare fa dire una parola come ” Puffi “, noti ometti blu, anche in uno studio radiofonico, ove la parola non è immagine. Anche se a vedere bene, il villaggio dei ” Puffi ” è invisibile agli occhi degli uomini.

Risolviamo il problema con la musica, scelgo il testo ROUND AND ROUND degli Spandau Ballet, dove si canta che siamo artigiani, siamo stati realizzati, per essere mistero magico, per essere storia finale, si tratta del nostro rapporto con il mondo radio e tv, si tratta di comprendere come cresce e con che forza, nel corso della nostra vita.

Il grande Jacques Tati disse una grande verità : „La vita è un grande spettacolo, dice il signor Hulot: basta avere occhi per osservare.“

Con un difetto agli occhi potremmo dire Puffi, alla radio, fare vedere il video musicale degli Spands alla televisione, invertire le cose, musica, senza oratore, immagine, spetta l’ultima parola, sempre allo spettatore, che apprezzerà quello che è stato per lui una ricchezza.

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