The fun.

Riflessione a cura di Giuseppe Di Summa.

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Dobbiamo riflettere sulla questione ” impegno e mito “. Non è uno scandalo, se la diagnosi dello sport contemporaneo, passa anche per i film di inchiesta, di denuncia. Come questo con Robert De Niro, del 1996, un film che parla del mondo del baseball. Un accanito tifoso, fa vedere la sua faccia rabbiosa, che conta, sui giornali, in televisione, alla radio, fa numero audience, quando il grande attore, nei panni di Gil Renard, pieno di insuccessi sul lavoro, decide di minacciare un campione, che se non gli dedica un home run, rischia la vita del figlio.

Lo sport spesso offre, anche immagini del crimine, si parla del fanatismo sportivo.

acropolis ancient antique archaeology
Photo by Pixabay on Pexels.com

La rabbia è anche protagonista, nel passato, si pensi allo splendido verso ” «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse “. Si dice subito quello che verrà narrato.

Dovessi esordire io con un testo direi che scrivo zero, della Provincia di Brindisi e di Taranto, per quello che riguarda gli insegnanti, proprio per evitare ira e sofferenze, degli studenti, ognuno ha la sua musa, non si risenta nessuno.

Nessuno si aspetta di dovere incontrare ” l’ira “, come tematica principale, soprattutto un pacifista come me, quindi calmiamoci.

Vincenzo Monti, si è occupato dell’Iliade, chiamiamo lui come Professore, a spiegare il ” violento litigio “, sapendo che l’Iliade è sempre stato il poema di valorosi.

La musa Calliope è la protettrice della poesia epica, che serve all’autore per raccontare eroi e dei, soprattutto quella di Achille.

Questo per dire che Giuseppe Di Summa non racconta rabbia, ira, verso nessuno, questo è l’unico post in cui se ne parla.

Non è male dire, che negli studi, nelle facoltà, non si arriva al voto, non si studia a sufficienza. Se la moglie, non arriva dove vuole il marito, per fare un esempio, non si arriva subito al litigio e viceversa.

Un impegno che sicuramente non è un ” mito “, è rappresentato dal matrimonio, dove ovviamente non si cerca la musa poetica, non si cerca il voto degli studi.

Diogene il Cinico sosteneva che : “A quale età un uomo deve prender moglie? Da giovane non ancora, da vecchio mai.”

Questo è il Socrate Pazzo, anche se il maestro Antistene, non lo voleva, rimase sua allievo, supero i maltrattamenti, rimase suo allievo. Quando si amano, si crede, in degli insegnamenti, accade anche questo. Fu lui che fu critico pubblico, che usci con una lanterna di giorno, dicendo che ” cerco l’uomo “, non esitava ad insultare apertamente i suoi interlocutori.

Per un matrimonio, non è necessario essere cinici, come uno che ha fallito nel lavoro, come un filosofo critico in pubblico su tutti, come una musa, che racconta di guerrieri. Tutti vogliamo, in ogni città, poeta ed intelligenza, quindi chiudiamo con :

«Ogni buon matrimonio è territorio segreto, uno spazio necessariamente bianco sulla mappa della società» Stephen King

 

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