Stupide scommesse

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Stupide scommesse, un romanzo che parla del gioco di seduzione, con personaggi consci del loro fascino e bravi a metterlo in pratica. Una trama che fa capire come delle esperienze vissute in giovane età possano poi condizionare l’individuo per il resto della sua vita. Non esiste tabù in questa storia, perciò i personaggi femminili sono donne emancipate che vivono la loro sessualità senza paura di essere giudicate dalla società. Mi sento di consigliare Stupide scommesse a tutti gli amanti del genere erotico e soprattutto a chiunque abbia un’apertura mentale che possa permettergli di leggere senza pregiudizi, altrimenti non è possibile lasciarsi trasportare nella giusta misura di questa storia. Premetto subito che troverete un linguaggio molto esplicito e scene di sesso degne di un erotico con E maiuscola in questo libro. Un romanzo che va a toccare un tabù molto importante, il più condannato dalle maggior parte delle religioni e delle culture, uno dei più difficili e impossibili da accettare e che turba fortemente l’inconscio collettivo. A volte è stato criticato per il suo finale, però è proprio il finale che racconta il modo in cui il destino punisce i tuoi sbagli, ma canta anche la capacità degli esseri umani di vivere sentimenti complessi e tenere insieme emozioni che spezzano il cuore. Un finale che lascia a volte un turbamento in chi legge, ma è come se lasciasse una morale al lettore: “chi semina vento, raccoglie tempesta”. Stupide scommesse non è solamente un erotico, in questo libro c’è molto di più: c’è passione, tormento, sofferenza e amore. Un amore che supera le barriere e che ritrova la sua strada verso il cuore, distruggendo pregiudizi e menzogne e costruendo la vera serenità. Una seconda occasione per riscattarsi dalla vita per la vita. Un libro ispirato da una storia vera perché il destino, a volte, travolge l’animo delle persone in un vortice di eventi incontrollabili e inimmaginabili. Per Isabel Del Greco Scrittrice Stupide scommesse è “un romanzo bello, della bellezza che ha il martello quando batte duro sul ferro e trasforma qualcosa di informe in uno strumento di valore. Il finale è un inno al perdono, alla capacità degli esseri umani di vivere sentimenti complessi e tenere insieme emozioni che spezzano il cuore, un finale amaro da bere con parsimonia come certi liquori densi e scuri che bruciano la gola e riscaldano le viscere.

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Chi è Delia Deliu? Ebbene, direi che dipende a chi rivolgi questa domanda. «La mia Mà è nata solo per lavorare» direbbe questo mia figlia e ha ragione; ho vissuto la maggior parte della mia vita facendo l’infermiera. A proposito, l’adoro quando mi chiama Mà. «Una spugna che assorbe il dolore degli altri.» Mio figlio mi ha vista sempre così, chissà perché? «Una donna che ama leggere» scommetto che la mia insegnante di romeno mi avrebbe descritto con queste parole. «Un brutto carattere ma alla fine un brav’uomo.» La mia paziente Giacomina, per via dei miei capelli corti, mi chiama Giorgio. È adorabile questa nonnina. «Una stronza all’ennesima potenza» è la definizione del mio ex marito quando parla di me. Direi che meglio stronza che stupida, ho almeno un vantaggio: alla stronzaggine posso rinunciare quando voglio. «Una cantastorie che scrive romanzi con finali urticanti ma speranzosi.» La mia amica e collega scrittrice Isabel Del Greco mi ha definito così. «Una donna folle, nel labirinto della sua mente ti perdi sicuramente. Io ho il gomitolo rosso di Arianna, il mio amore per lei» Bravo, bravo! Questo è Gianluigi, l’uomo che amo da impazzire. Nata nel 1968, in una piccola città della Romania, sono laureata nelle scienze infermieristiche, un lavoro che nel 2004 mi porta in Italia. Suono la chitarra, mi piace cucinare anche se ultimamente lo faccio poco, sono innamorata della lingerie sexy. Adoro i due figli e l’uomo che mi sta accanto, i pochi amici che apprezzano le mie pazzie, il mio lavoro, gli animali; la mia casa è un mini-zoo. Sono una specie di diavolo e acqua santa, ho momenti di dolcezza ma anche di forte rabbia. Potrei passare giorni interi vicino a chi ha bisogno di me, come mandare a quel paese, in due secondi, chi mi offende. Forte come l’acciaio e alle volte fragile come un bicchiere di cristallo, sono semplicemente una donna. Ho pubblicato in self il mio romanzo d’esordio, Il grido del cigno nero, acquistabile su Amazon, che ottiene un premio al concorso Medusa Aurea nel 2016. Debutto, con Eroscultura, nel 2017 nella narrativa erotica con Stupide scommesse, un romanzo che mescola amore, sesso e incoscienza giovanile. Con la Brè Edizioni ho pubblicato ad agosto del 2018 il romanzo Meno due, una storia di vita e di morte, ma soprattutto di amore per la vita.

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Sono una persona che legge qualsiasi genere letterario, forse un po’ meno l’horror. Ho tanti scrittori preferiti ma in assoluto amo Jane Austen e il suo romanzo Orgoglio e pregiudizio.

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