Living Document.

Dobbiamo scegliere uno slogan per aprire le pagine

TO BE IN TOUCH FOR PASSION OF GAME

SCUSATE IL DISTURBO STIAMO LAVORANDO PER VOI

Come l’ambiente sociale ha incontrato la Filastrocca del Minibasket ?

I mezzi di comunicazione classici come radio, giornali, televisione, sono stati usati e  nel tempo affiancati dal sito web ufficiale, si è seguito un piano per comunicare, è stata spesa, ovviamente, una cifra. Siamo passati dal sentito dire, nel mondo dello sport, ad una vera e propria ricerca sulla disciplina da insegnare, ricerca non dedicata alla scuola.

E’ un attività da non dimenticare, creata per fare centro, lasciare il segno nelle ore di allenamento.

Hai qualcosa da dire ? Have you anything to say ?

Restano quindi le interviste e gli articoli nel tempo dedicati allo sport.

Nel biennio 2003-2005 lo studio è stato “ Creazione e sviluppo Motorio “. Riusciamo a vedere il correre, il saltare, non dobbiamo scordarci anche del camminare.

Giuseppe Di Summa successivamente  presenta la Psicologia dello Sport.

La psicologia dello sport si occupa di indagini scientifiche, concorrere in gare nazionali, vuole dire spesso, non lo sottovalutiamo, il valore dello sport in riviste nazionali ed internazionali. Nasce lo spazio anche per i programmi per lo sportivo “ sedentario “, lo sport, infine, ha importanza culturale.

Giuseppe Di Summa è un istruttore sportivo, si occupa di Minibasket, quindi di bambini, seppure si è sensibilizzato allo sport con una serie di corsi in psicologia dello sport. Per completare il suo percorso formativo nella materia ha seguito corsi per operatore socio-educativo, operatore di sostengo per disabili, cittadino online, che hanno creato un rapporto tra formazione ed aggiornamento.

Ogni buona formazione sa che si deve effettuare un ” confronto ” tra il modello dell’Istruttore e quello dell’allievo, qui leggete il mio, alla prese con comportamenti che rallentano la legittima e formale ispirazione teorica di partenza, quindi poi vedremo dove siamo arrivati, con questo confronto.

Ci si chiede di essere preparati ed educati oltre che vincenti, allenati, in campo.

Noi cosa possiamo fare ?

Lavorare bene sulle capacità motorie, si dice sempre, oppure sui fondamentali, dobbiamo solo accogliere l’invito di Arthur Ashe e cioè ” I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo “.

MONKEY SEE, MONKEY DO!

Quando una persona fa qualcosa, gli altri seguono e fanno lo stesso.

A me non piace copiare, preferisco il massimo dell’originalità, seppure sono per le relazioni molto amichevoli con gli altri, soprattutto i colleghi. Esaltiamo il valore della collaborazione con questa frase di Antico detto Sioux : ” “Grande Spirito, aiutami a non giudicare un altro, se prima non ho camminato nei suoi mocassini per due settimane.”

Un colloquio sul concetto di essere utile s’impone.

Anche Giuseppe Di Summa, dopo i suoi anni passati nei corsi per piccoli e grandi protagonisti dello sport, deve sottolineare che l’apprendimento di un gioco, di uno sport, crea degli obiettivi di qualità, di certo il più importante è quello di creare giocatori di livello, locale, regionale, nazionale, internazionale.

Nella pianificazione teorica bisogna sottolineare che ” quelli che insegnano devono sapere insegnare “, è ovvio che chi insegna per passione sarà, come nel mio caso, totalmente distante dalla visione di un tecnico professionista, alla gente sta a cuore conoscere chi sa fare le cose difficili, spesso si parte con esercizi facili, si continua ad esercitarsi con cose semplici e chiare, per il fatto che si ha bisogno di fare esperienza, di giocare, diventare serio. Dovrei quindi fare giocare solo per gioco ? E’ vero ma spesso anche a me viene la tentazione di dire ” basta con il divertimento !!! “. Spesso mentre faccio lezione mi viene ricordato che sono un educatore, che ho bisogno di professionalità, di competenza, motivazione, seppure sono in palestra solo per passione. Da tempo conosco il legame con famiglia e scuola, naturalmente da anni ho tolto la mia presenza nella scuola, conosco bene cosa sia l’esperienza motoria, associata agli stili di vita, i programmi di un insegnante che devono essere agevolati, mi dispiace di non potere essere di grande aiuto alla scuola.

 

Il mio piano organizzativo passa per raccontarti tutto della mia vita di Istruttore, senza psicologia, la mia salita razionale verso l’opportunità di vivere lo sport come passione, sapendo che la valutazione del risultato sportivo, passa anche per la risoluzione di problemi tecnici, quindi a me non viene chiesto un grande risultato sportivo, ci si accontenta di una mia presenza, spesso coma arbitro, in campionati esordienti, oppure di farmi guidare squadre amatoriali delle ” minors “.

 

Ovviamente dal gioco che insegno si passa a vedere un giocatore, si deve cercare di avere dei bambini felici, essere compresi, ottenere lo stesso i famosi ” risultati ”

Non tutti abbiamo la gloria per scrivere storie, ad esempio ” ori olimpici “, dopo ore di esercitazione, preferisco sempre ” potenziare l’attività motoria, passando dal gioco agli esercizi specifici di attività motoria di base, ho sperimentato come giocare in tanti, in piccoli spazi, sia difficile.

Nelle popolazioni giovanili ha successo il minibasket, cosa che a me fa piacere, seppure io non sono un uomo del minibasket, il mio sport preferito è il tennis, spesso il protagonista delle prestazioni peggiori necessità di un intervento corretto, con un comportamento sereno.

 

Dalle definizioni, che sono il contenuto delle lezioni, si passa alle parole spesso invisibili, per rispondere alla maggiore curiosità di chi vede una lezione, cioè sapere perchè l’essere Istruttore è oppure non è, naturalmente nel mio caso, un lavoro.

Creazione e sviluppo motorio vuol dire fare da sponsor alla risoluzione delle ” carenze del movimento “, tutti sappiamo che fare attività fisica, tenersi attivi, allunga la vita. Non voglio prendermi ” troppa confidenza ” con il termine, non è roba da parlare, leggere e scrivere per cantarci sopra una canzone. Lo sport è anche farsi dei compagni di squadra, di gioco, sappiamo tutti che dopo i 25 anni farsi amici diventa più difficile, anche nello sport quindi si perdono i compagni, come si perdono i compagni di scuola. Da grandi si è capaci di partecipare a Tornei e competizioni, a dire il vero io non ho questa grande esperienza, non ricevo molti inviti.

 

 

full frame shot of eye
Photo by Vladislav Reshetnyak on Pexels.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...