Intervista a Mimma Leone.

Mimma Leone foto

 

-Recentemente hai partecipato a diverse manifestazioni nazionali dedicate ai libri. Il tuo libro, “Il Mare per le Conchiglie”, ha avuto diverse presentazioni, inserite in diversi argomenti di fondo, vedi ad esempio, le pari opportunità. Luoghi caratteristici, piccole piazze, ti hanno ospitato. Cosa è rimasto dal punto di vista culturale e cosa ti è stato utile come scrittrice ?

 

Nel campo delle pari opportunità la letteratura ha già scritto pagine importanti. Occorre solo essere oneste e consapevoli del fatto che non si possa prescindere dalla propria biografia, quindi mantenere il senso della misura e cercare sempre il confronto, avere sete di conoscenza.

Portare in giro il mio libro, in diverse regioni del territorio nazionale, è stata una delle soddisfazioni principali. Mi ha permesso di crescere, apprendere nuove prospettive di vita e di pensiero. Da quando scrivo con ritmi praticamente quotidiani, viaggiare ha smesso di essere solo un piacere ed è diventato una necessità. La scrittura si nutre di bellezza, e per bellezza intendo ogni scintilla di sacralità, o di unicità, con cui si riesce ad entrare in contatto. I luoghi sono la fonte principale delle mie ispirazioni, perché pulsano di sentimenti e vissuto. La contemplazione per me è già un atto, un movimento. Se una visione è passiva, allora non è una visione.

 

-I tuoi lettori nel tempo hanno conosciuto il “Mare per le conchiglie”, una conoscenza certamente letteraria, cosa hai voluto dire loro con questo testo ?

 

Non solo letteraria, di certo. Ripeto spesso che la lettura di questi racconti porta a conoscere molte più cose di me di quanto si possa immaginare. Ho incluso la mia visione del mondo, dell’anima, delle relazioni; il mio modo di leggere la realtà declinato in dieci piccole storie di donne, senza rincorrere l’estetica. E’ il risultato di una mia ricerca interiore che nel giro di pochi mesi ha preso le forme di un bisogno di comunicare agli altri, o almeno a chi mi onora della propria lettura, una dimensione che diventa parola. Per questo ne ho proposto la pubblicazione. Adesso le Conchiglie non sono solo io, sono tante altre persone;  e questa è la gioia della condivisione, che conoscevo solo parzialmente e che ho imparato ad accogliere nel tempo.

 

-Hai all’attivo anche l’esperienza radiofonica. Cosa ti piace della radio?

 

E’ un mondo magico, affascinante. Anche qui entra in gioco la potenza della parola e lo spazio vitale dell’ascolto. Mi piace l’interazione che si crea con chi sta dall’altra parte, è un gioco fatto di silenzi, onde sonore, pensieri amplificati. Gli studi radiofonici mi fanno sognare, conservano ancora la possibilità di concedersi quel tempo che altrove ci viene sottratto.

 

-In un famoso film natalizio “Miracolo nella 34ª strada”, il protagonista sostiene di essere il vero Babbo Natale, il film visto in tutto il mondo, ha avuto diversi remake. E’ un classico di Natale. Si vede New York, che è un posto bellissimo in cui vivere il Natale, ricordando la festa quale è il posto in cui ti emozioni particolarmente?

 

Credo che “Miracolo nella 34ª strada” sia fra i film più belli di sempre. A parte questo, non sono mai stata a New York e non credo ci andrei proprio per trascorrere il Natale. Anch’io, come molti, mi sono accorta che la festa più attesa dell’anno diventa una cassa di risonanza per le assenze e le mancanze. E i grandi spazi, a volte, su di me hanno l’effetto di dilatare il senso di solitudine. Ci sono diversi luoghi che mi riportano al Natale e sono tutti legati ai ricordi più importanti della mia vita. Ma forse quello che mi emoziona di più è l’angolo di casa con il camino acceso e le pareti che raccolgono i riflessi delle luci dell’albero.

 

-Progetti per il futuro ?

 

In cima c’è il mio romanzo. In attesa di vederlo di pubblicato, sto già scrivendo il secondo, che potrebbe essere il seguito. Mi piacerebbe infatti diventasse una trilogia, ma questo sarà da valutare, eventualmente, con la casa editrice. Protagonista è l’antropologa Ginevra Carrara, docente e ricercatrice sempre in viaggio, nel mondo e dentro se stessa. Tanta psicologia e un tocco di giallo per una storia ad ampio respiro.

Tra gli altri progetti, la coordinazione regionale di un importante centro filosofico, che mi è stata proposta di recente e che non ho pensato neanche per un attimo di rifiutare, considerando il mio amore per la Filosofia e quanto riesca a plasmare la mia scrittura.

Sto cercando inoltre di stringere nuove collaborazioni musicali, mi manca molto quel tipo di espressione artistica.

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