Intervista a Erica Kóre Gazzoldi

Le rose della notte di Erica Gazzoldi

Gestisci, tra le altre, cose un blog ” il filo di Erica “, nel tempo come è cambiato il Blog, tu come lo usi e soprattutto riesci ad interagire ? 

Col tempo, il blog si è arricchito di link, immagini, video e altri mezzi espressivi tipici della comunicazione on line. All’inizio, era più legato alle modalità comunicative cartacee… Ho anche aggiunto un blogroll, i post in evidenza e una pagina intitolata Le Porte dei Sogni, con l’elenco delle opere che ho pubblicato (http://erica-gazzoldi.blogspot.it/p/le-porte-dei-sogni-libri-e-book-e.html ). Sono più attenta alla SEO. 
Ho cambiato colori dello sfondo e caratteri; ora, ha un aspetto decisamente più gotico rispetto agli inizi. Quel che non è cambiato è la qualità della scrittura, su cui non transigo. Quanto all’interazione, noto che i post raggiungono alcune centinaia di visualizzazioni. Noto però che i lettori preferiscono commentare sui social network, piuttosto che nei commenti sotto i post.
Sei un’autrice, i tuoi testi sono online, da tempo scrivi, sicuramente i tuoi studi avranno influenzato il tuo modo di scrivere, secondo te come diventa ” brava ” una scrittrice ?
Secondo me, una scrittrice diventa “brava” quando riesce a mettere la propria cultura al servizio dell’autenticità dell’espressione. Lasciar emergere i contenuti del vissuto e della psiche profonda, per codificarli in una forma non banale: credo che questa sia la misura della “bravura”.
Parlaci del tuo ultimo libro ?
Il mio ultimo libro è un breve romanzo, autopubblicato grazie al Kindle Direct Publishing Project di Amazon: Le rose della notte (settembre 2017). E’ la storia dell’incontro fra due studentesse, Diana e Margherita, che si muovono sullo sfondo delle notti pavesi. Intorno a loro, ci sono goliardi, drag queen, pub, concerti allo Spaziomusica, i simbolismi delle chiese romaniche… Una storia che rielabora liberissimamente i miei ricordi di universitaria.
Tra i tuoi articoli se ne segnala uno dedicato alla Austen ed alla E.Brontè, grandi nomi della letteratura inglese, ove la sfera degli affetti la fa da protagonista, cosa ti piace particolarmente di queste due autrici ? 
Devo dire che ho preferito la Brontë alla Austen, per via della sua vena: romantica, ma non in senso smielato; capace di sondare le passioni umane, anche nei loro aspetti più cupi. Non per niente il suo Cime tempestose fece scandalo… Alla Austen riconosco però uno spirito acuto e tagliente, che non si è lasciato domare dall’orizzonte ristretto in cui l’autrice viveva. Entrambe le scrittrici mostrano che una mente e un cuore dalle grandi capacità possono dare frutto anche quando il contesto sociale congiura contro il loro sviluppo. Come avveniva spesso coi talenti letterari femminili, all’epoca in cui Emily e Jane scrivevano.
Elizabeth Bennet scrive a Mr. Darcy ” A Natale dovete venire tutti a Pemberley. “, quindi il luogo ove passare le feste è importante, cosa ne pensi degli eventi natalizi aperti al pubblico, oppure preferisci stare in casa ? 
Per quanto riguarda gli eventi natalizi aperti al pubblico, non ho nulla in contrario; ho partecipato come figurante a un paio d’essi. Però, personalmente, preferisco festeggiare in casa, coi familiari o con amici scelti. Ciò che amo nelle feste invernali è il calore che solo in una cerchia o in un focolare riesco a sentire…
Progetti per il futuro ? 
Per il futuro, intendo abilitarmi come insegnante. E, naturalmente, ci sono altri manoscritti nel cassetto che aspettano di vedere la luce…

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