Intervista a Barbarah Guglielmana

Barbarah Guglielmana
Foto di Marco Palombi

 

Il racconto del Natale, affascina i bambini, ci s’impegna per la lotta alla povertà, come a sviluppare la lettura e la scrittura, in questo caso ci viene in soccorso Dickens. Cosa ne pensi di Scrooge e soprattutto, una scrittrice oggi, come si sente nelle tematiche sociali ?

Penso che Scrooge di Dickens ci faccia sperare ancora nel bene: un avaro di sentimenti e di gesti materiali riesce a comprendere quanto povera sia la sua esistenza. Heidi portava saluti fra i nonni che non si parlavano, seminando pace e non alimentando l’odio. La piccola scimmietta George, che vede oggigiorno in televisione mio nipote, ha un papà che la ama e un amico di pelle nera con cui risolve i problemi che li circondano. Credo che ai bambini si debba mandare questo: il messaggio della solidarietà nelle differenze e la bellezza dello scambio. Questo crescerà uomini e donne che si accorgeranno di un clochard che sta morendo di fame, di una donna che viene maltrattata al di là della nostra finestra, di una pianta che sta seccando, di un parente che ha perso il lavoro, di uno straniero che scappa da quello che non conosciamo e che si chiama guerra.

Sei felice a Natale ?

A Natale mi piace esser felice; cerco di passarlo sempre da mia madre, e di scambiarmi in quella casa che era dei nonni il calore che passava dai colori dei cachi al vapore delle castagne bollite, dal freddo delle cime innevate al caldo del riscaldamento, con lo scambio di doni necessari o superflui, cercando quella sorpresa e vivendo di quella serenità che entusiasma i bambini.

Davanti alla tenda come affronta l’argomento, tanto poetico, mai banale dell’amore ?

La raccolta di poesie ‘Davanti alla tenda’ (ed. Lietocolle) parla, nei suoi versi urlati alla carta, dell’amore in diverse forme, come ricerca dell’amore per se stessi, verso l’altro che può anche essere assente, ed infine nel ricordo degli amori andati. E’ una ricerca d’amore quella che ci fa girare il calendario della vita, senza quel rosso siamo grigi.

Come hai deciso di iniziare a scrivere ?

Ho iniziato a scrivere da molto piccola; quando ho avuto in mano lo strumento della scrittura è come se mi avessero donato una bacchetta magica, ho iniziato con i pensierini sui pomeriggi che vivevo nella vigna dei nonni, ci sono state poi le pagine delle mie tribolazioni di adolescente, racconti surreali e due romanzi con una vita spericolata. Il parlarsi senza veli o parrucche è accaduto a ventitré anni con la poesia! Oggi mi scrivo poco, sono più diretta nel dirmi la verità, come l’altra sera prima di andare a lavorare:Camminano con me le foglie oppure le foglie camminano con me”.

Quali sono i progetti per il futuro ?

I progetti per il futuro sono quelli di credere e impegnarmi ancora per un futuro migliore, migliorabile. Ed è uno sforzo che mi rinnovo, talvolta anche con fatica.

Cosa ti senti di augurare per questo Natale 2017 ?

Augurare ogni anno qualcosa per Natale, crescendo negli anni diventa sempre più difficile, perché quella casa dei nonni porta in sé tante cose della vita, non sempre piacevoli e la casa del mondo ne porta altre che si vorrebbe non conoscere, ma proprio in questo sta la scommessa: sperare e impegnarsi ancora per un giorno più giusto. Questo mi auguro ed auguro al mondo: impegnarsi ancora.

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