INTERVISTA A SIMONA COLAIUDA

“Storie di donne di oggi, diverse eppure con un una caratteristica comune: la ricerca di quella leggerezza necessaria per far volare alto cuore e sentimenti.”
Simona Colaiuda vive a L’Aquila dove svolge la professione di consulente assicurativo e Life & Business Coach. Scrive su diverse riviste nazionali e per la casa editrice Lettere Animate ha scritto ‘Storie d’amore’, inserito nella collana ‘I nuovi brevissimi’.
Simona presentaci il libro che hai scritto: come è nata questa idea?
L’idea è nata grazie a una persona con la quale collaboro da diverso tempo e che qui colgo l’occasione di ringraziare pubblicamente: Ginevra Cardinaletti. In ogni racconto ho voluto raccontare una storia, una donna, dipingendone sogni ed emozioni. Quelle emozioni che cerco di far rivivere e trasmettere al lettore.
Il tuo stile di scrittura come è stato appreso?
Sembrerà banale dirlo, ma ho sempre amato scrivere. Oggi la scrittura è una parte fondamentale della mia vita. Ho seguito anche dei corsi di scrittura creativa, ma la palestra migliore è senza dubbio la lettura.
Che tipo di libri ami leggere? Qual è il tuo libro preferito?
Leggo molto. Mi piace leggere libri di psicologia, di crescita personale che alterno alla narrativa italiana contemporanea. Il mio libro preferito è ‘Pensieri lenti e veloci’ di Daniel Kahneman.
Come ti senti con l’amore quando scrivi?
Anche l’amore è una parte fondamentale della mia vita, ecco perché è sempre presente in quello che scrivo e, non ha caso, ha dato anche il titolo al mio ebook. Quando scrivo, cerco di catturare le emozioni e tradurle in storie. Storie d’amore, appunto.
Il percorso del libro: presentazioni, conferenze, eventi, … ?
Al momento non ho un percorso stabilito. Sicuramente la promozione è importante per la vendita e ci sono in programma incontri con i lettori.
Cosa si deve rimproverare oggi al mondo degli autori?
Ti rispondo partendo da un’intervista fatta a Giorgio Armani che ho letto qualche giorno fa. Lo stilista diceva che avrebbe voluto fare lo scrittore perché nel suo lavoro è costretto a fare quello che il mercato vuole e non ciò che lo esprime pienamente, come, a suo dire, può fare uno scrittore. La sua opinione è che uno scrittore scrive quello che vuole. Secondo me non è proprio così. Se da un lato è vero che uno scrittore può scrivere ciò che vuole, non è altrettanto scontato che quello che scrive venga puoi pubblicato o addirittura letto. Oggi c’è il boom dell’erotico. Ci sono bestseller che hanno venduto moltissime copie e da cui hanno ricavato film di successo. Molte case editrici, anche importanti, cercano questo genere. Quindi, per avere una maggiore probabilità di essere pubblicato da una casa editrice ed essere letto, anche lo scrittore deve fare i conti con le richieste del mercato. Oggi, con il selfpublishing, ogni persona può pubblicare ciò che vuole. Ma chi percorre questa via oltre al talento deve mettere in gioco un livello maggiore di accuratezza e professionalità. C’è un mio caro amico, Roberto Tartaglia, che ha dedicato una vera e propria accademia al selfpublishing. Lui è uno scrittore che si autopubblica con successo, ma lo fa con professionalità. Ogni lavoro dovrebbe essere svolto con serietà professionale.
Secondo te nei libri, come ieri, c’è spazio per i veri sentimenti?
C’è sempre spazio per i sentimenti. Anzi la differenza la fa proprio l’autenticità dei sentimenti trattati.

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