INTERVISTA AD ANTONELLA IULIANO

INTERVISTA AD ANTONELLA IULIANO

Come petali sulla neve è un libro con una copertina molto bella, subito si nota tra gli scaffali, come è stata realizzata ?
Ciao, innanzitutto voglio ringraziare chi si occupa di questo progetto “Scrittori e scrittura” per avermi coinvolta con questa intervista. La copertina del mio primo romanzo è un’idea mia ed è ovviamente legata alla storia ivi raccontata. La persona che l’ha realizzata è mia cugina. Siamo entrambe portate per l’arte, con la sola differenza che io tramuto il tutto in scrittura mentre lei in pittura. L’originale di questa copertina è un disegno fatto con materiali come la polvere di marmo , colla e tempere e il giorno in cui ci siamo riunite per realizzarlo, io dando le mie indicazioni e lei eseguendo, fuori c’era tantissima neve che ha contribuito all’ ispirazione.
Parlaci di questa contagiosa ed indelebile passione per le lettere, come ti mette alla prova, continui a scrivere per passione ?
La mia passione per le lettere è innata, ce l’ho da sempre. Da bambina erano le favole, da adolescente i primi romanzi adatti a quell’età e negli anni a seguire romanzi di un certo spessore. Tutte queste letture mi hanno fatta maturare fino al momento in cui mi sono resa conto che ero davvero pronta per scrivere anch’io una storia, due, tre, insomma a provare se “il mestiere di scrivere” faceva al caso mio. Amo i libri, leggo tantissimo e questo aiuta la mia scrittura. Come scrittrice sono cauta nel mettermi alla prova, cerco di creare le mie storie in base a ciò che conosco o a ciò che mi interessa approfondire. Scrivo sempre mossa dalla passione, qualora la passione dovesse venire meno credo che il lettore, che di solito non è stupido, si accorga che è stata una forzatura.
Chi è Antonella Iuliano e la tua migliore dote di scrittrice ?
Sono principalmente una sognatrice, ma sono anche una ragazza semplice, senza troppe pretese, che non ama la confusione, precisa nelle mie cose, ordinata. Per quanto riguarda la mia miglior dote credo che in merito a ciò dovrebbe rispondere chi mi legge, io posso solo dire che mi sento fortunata ad essere una giovane donna diligente e caparbia nell’inseguire il mio sogno di scrivere.
Charlotte, protagonista femminile di un tuo libro, è conquistata dalla passione della lettura, quale è la pagina meglio riuscita secondo te, se te la senti di rispondere, dove si coglie questa passione ?
In Charlotte la passione per la lettura si avverte un po’ in tutto il romanzo perché è una storia basata proprio sull’amore per i romanzi e in particolare per quelli delle famose sorelle Brontë. Forse le pagine dove tutto ciò viene percepito in modo particolare si trovano all’inizio del libro quando la protagonista incontra per la prima volta la letteratura iniziando a leggere “Cime tempestose” e non riesce a staccarsene. Da lì tutto cambia per lei e la storia inizia a correre.
Leggo in un intervista che ti piace la musica, pensi che nella preparazione di chi scrive canzoni, ci sia un legame con la letteratura, è un incontro che tu auspichi o no ?
Ho sempre amato la musica, ma non tutta, sono selettiva nei miei ascolti. Ho una grande preferenza al sound inglese anni ‘80/90. Sinceramente non so se esiste un legame tra chi scrive canzoni e la letteratura, ma penso di si, penso che un filo che leghi le due cose ci sia. Coloro che scrivono canzoni particolarmente belle o riuscite, di quelle che restano negli anni e sembrano migliorare a ogni ascolto, sono un po’ come i grandi poeti, senza tempo e vengono ricordati per quello che hanno composto.
Chi ha ispirato il tuo amore per lo scrivere, il ruolo dei sentimenti per una scrittrice oggi, secondo te è giusto mantenere private le proprie confessioni, oppure scriverle per i lettori ?
Come ho già detto il mio amore per lo scrivere è nato con me, è un sentire che mi porto dentro da quando ho memoria, ma ovviamente ho dei modelli a cui guardo e che mi ispirano. Le mie letture sono principalmente classiche quindi le grandi penne che mi ispirano sono per la maggior parte tutte appartenenti ad altre epoche, per citarne qualcuna dico Charlotte ed Emily Brontë, Fedor Dostoevskij, Victor Hugo.
Il ruolo dei sentimenti è importantissimo, alla fine i romanzi così come la vita reale, ruotano attorno ad essi, sia che siano sentimenti positivi che negativi.
Personalmente non scrivo per confessare la mia vita. Questa è una visione sbagliata che molti hanno: pensare che chi scrive un libro lo fa per raccontarsi. Io scrivo per creare, perché nella testa ho delle storie, un mondo parallelo che scorre accanto alla mia vita reale e questo mondo parallelo spesso bussa, varca i confini e diventa più importante della realtà stessa. Ovviamente i personaggi posseggono delle caratteristiche che sono dell’autore per cui chi mi conosce può esclamare “questo personaggio sembri tu”, ed è così perché chi scrive forgia in base alla propria esperienza e conoscenza, ma da qui a parlare di confessioni ce ne vuole, almeno per me.
Ti ringrazio per la tua gentilezza e disponibilità e per concludere quale è l’autore italiano che segnali di valore, come tecnica di scrittura, nell’ambiente degli scrittori di oggi ?
Purtroppo devo eludere questa domanda perché non leggo autori italiani, ne conosco veramente pochi. Potrei citarti forse solo Paolo Maurensig che mi è particolarmente piaciuto sia per la tecnica di scrittura che per la fantasia, per il resto sono molto esterofila e questo si nota anche nei miei scritti. Grazie a te

 

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