Parle ! Ce calcul

Leggere, non solo leggere attentamente, per fornire delle buone riposte, sul libro che si legge, nel caso di una lingua straniera, in questo caso il francese, passa per sapere anche tradurre, comprendere.

Nel mio caso lo sport, la cucina, ad esempio mi aiutano nella comprensione, mentre il turismo, la musica, altre cose famose della Francia, non mi vengono in soccorso, dobbiamo però entrare nella letteratura francese ( posso dire che ho scelto tra i miei libri preferiti, in testa ai quali, c’è Candido di Voltaire ). Molti vorrebbero andare bene nella materia del professore, in questo caso il francese, magari non interessandosi molto di altri aspetti, come ad esempio, la musica, che serve presto a farsi degli amici.

Dans le beau livre – nel bellissimo libro

Apriamo con Flaubert, Madame Bovary, che è stato per i campi e per spiagge nei suoi testi, come nei ricordi del padre, scritti alla madre, come nell’udire cose per caso, pubblicità dei giornali. Si legge nel testo, bene, della guarigione, del sapere parlare di un infortunato.

Umberto Eco, Le nom de la rose, libro e film famosi in Italia, nella versione francese si legge ” il pouvait lire des manuscrits “( sapeva leggere i manoscritti )

Quindi malattie, infortuni, manoscritti da sapere leggere, animano la nostra preparazione. Appena sotto la sufficienza o meno.

Voltaire ha scritto Candido, ha pubblicato commedie, ma ha anche fatto con i suoi scritti una vera e propria guerra, tutti sappiamo come la Francia, nel 1789, ha avuto la rivoluzione, che ha reso famosi, come Voltaire, i pamphlet, di avvocati o meno.

De Montaigne propone il suo Dizionario della saggezza, ove presenta anche i buoni storici testimoni oculari delle azioni, come proporre questioni futili per sbarazzarsi della compagnia indesiderata.

Quindi ora abbiamo gli infortuni, i manoscritti, gli avvocati che scrivono o meno, le compagnie indesiderate ed i testimoni, per continuare la nostra preparazione.

Ovviamente non possiamo che chiudere con la politica ( dato l’argomento dei mie scritti).

Scrive Giulio Mazzarino loda chi ha molti linguaggi , perchè ha una vasta memoria, invita a lodare anche i minimi operati, facendo riflettere sulle persone che bramiamo conoscere.

Quindi chi sa chi vuole conoscere, chi ha molti linguaggi, vasta memoria, fa quel poco, per parlare di infortuni, manoscritti, avvocati che scrivono o meno, compagnie indesiderate e testimoni, per prepararsi alla materia del suo professore.

Ho scoperto nei ricordi universitari, che siamo cittadini italiani, è molto bello, quindi si consiglia una visita nel nostro paese, come scrive in Sant’Ambrogio, Giuseppe Giusti,che ebbe pochi contatti con scrittori e poeti, a differenza di me Giuseppe che scrivo il Blog, ma che nel 1846 si recò a Milano per conoscere il Manzoni. Scrive nella poesia : ” a dura vita, a dura disciplina, muti, derisi, solitari stanno, strumenti ciechi di occhiuta rapina “( nota ). Quindi passata questa sensazione in molti devono scrivere e dire se sono pro o contro una nazione.

Chi scrive si salva dicendo che al mondo Giuseppe Di Summa si chiama chi crede nella pace e di certo per una  visita nella mia città, io non vado dai Carabinieri, non sono un difensore di una cultura in questo modo.

 

Nota : Giusti immagina di rivolgersi ad un  funzionario della polizia . Il poeta esprime con ironia la sensazione di essere guardato in cagnesco da quel funzionario che lo prende per anti-tedesco

 

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