Intervista con Pierpaolo Mingolla

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Ti butti nell’ambito artistico già dall’età di sette anni, questo tuo interesse, ha dato maggiore qualità alla tua crescita, soprattutto, in che modo hai conosciuto da piccolo il teatro, la musica ?

 

La creatività infantile è sacrosanta. Io spero che i genitori oggigiorno, abbiano l’accortezza di poter sottoporre al proprio piccolo tutto ciò che per curiosità lo stimoli e lo avvicini ad uno strumento, uno sport, una passione nello specifico. Il mio legame con la musica, la lingua inglese, il teatro, i libri e la poesia è frutto di un’infanzia circondata da suddetti stimoli.

Voglio condividere un aneddoto: Ero un bambino tenero e paffuto. Avevo circa 8 anni,  giù di lì. Era il periodo natalizio. Mio padre aveva una piccola scatola (simile alle borse delle macchine da scrivere) nascosta nell’armadio. Un giorno gli chiedo cosa ci fosse dentro, la apre e scopre una piccolissima fisarmonica. L’aveva comprata da un polacco a un mercatino delle pulci. Una volta imbracciata, mi disse di andare a fare una serenata dalla nonna, in cambio di un’allettante banconota da mille lire. Cominciai a suonare a caso, non sapendo nulla di quella scatoletta che sfiatava. Da lì è nata la passione, l’odio (durante l’adolescenza, dovuto alle critiche e alla testa bacata dei miei coetanei) e l’amore di aver riscoperto uno strumento dalle potenzialità elevate, come pochi al mondo.

A tal ragione, cogliete il talento dei piccoli, invogliateli e siategli sempre vicini passo dopo passo, incoraggiandoli quotidianamente, soprattutto nei momenti più difficili.

 

Hai partecipato a diversi concorsi, sei molto dinamico da quello che si legge, passa da un posto all’altro d’Italia, quindi per te il concorso letterario è importante ?

 

I concorsi letterari sono banchi di prova per gli autori che necessitano ricevere riscontri dei loro scritti. Indipendentemente dal premio ambito o dalla caratura del concorso letterario, ho sempre ritenuto la partecipazione a queste olimpiadi poetiche come una sfida contro se stessi, nell’ottica di un miglioramento personale. Una volta maturato uno stile personale, si dovrebbe pensare a sottoporre i propri elaborati a un pubblico di lettori. Vorrei solo dare un messaggio agli aspiranti poeti che leggeranno questa intervista: i concorsi letterari non adornano automaticamente il capo di corone d’alloro.

 

Quali sono gli eventi del nostro tempo, comprese magari le storie del cinema, dei telegiornali, che influenzano la tua scrittura ?

 

Tempo fa scrissi: <<Un poeta è colui che sa cogliere l’essenza e la meraviglia persino dal nulla più assoluto. E’ il traghettatore dei lettori. Non si è poeti per “delusione”, per “gioia” o per sentito dire. Si è poeti per Sensibilità.>>. Pur rasentando la maggiore età al tempo in lo scrissi, ritengo questo mio aforisma tuttora sentito e condiviso. Ritengo ingiusto che molti poeti abbiano la presunzione e la sfacciataggine di definirsi tali sfruttando fatti di cronaca per la mera visibilità o per scatenare reazioni volute. Spesso capita, dopo attentati o fatti eclatanti, di ritrovarmi davanti poesie improvvisate (a 5 minuti dal fatto avvenuto), che cercano di esprimere un sentimento estemporaneo che non appartiene al poeta. Gente del genere dovrebbe smettere di fare poesia.

Cosa non si fa per un like?!

 

Entriamo nel tuo testo. Analizziamo un passo in modo da incuriosire il lettore ?

 

Più che un passo, vorrei sottoporre una poesia della mia raccolta che ritengo degna di lettura scrupolosa e analisi. Il componimento si intitola “SUB STELLARE”. Coerentemente con me stesso, ritengo doveroso evitare “imporre” un’analisi redatta da me stesso su un mio componimento. Preferisco lasciare spazio all’interpretazione altrui.

 

Ho scalato i pioli

del trampolino mondiale.

Ho versato polveri

di soda caustica nell’universo.

 

 

Ho sparso manciate di cacao

e mi son mescolato,

cucchiaino appagato

nelle onde Lattee.

 

Ho corso su prati lunari,

librazioni per soffi glaciali,

macchie, ruscelli di pietra

ho scalfito ad ogni mio passo.

 

Ho sfrecciato su bus di meteore,

autista solitario dell’immenso.

Le mie mani han raccolto le stelle,

mie passeggere, con guanti di pelle.

 

Ho annusato a gonfi polmoni

polveri, gas luminescenti

turchesi, affumicati, ho starnutito,

vomitato galassie brillanti.

 

Seggiolini di nebulosa,

braccioli di gigli argentati, celesti

telescopi ellittici m’invadono,

osservatore nell’Eden del cosmo.

 

Ora abbandono ogni mia forza,

e il mio corpo ormai si riposa,

buchi neri risucchian la veglia,

e l’essenza vien rotta: Ora Sveglia!

 

La penna è la mia voce è un titolo molto bello, complimenti, cosa intendi dire quindi con la penna, poi nel tempo a cosa hai imparato a resistere, cioè a non dire, a tenere per te ?

 

Quando scrivo le poesie, mi addentro in un silenzio che trascende la realtà circostante. In questo status particolare riesco a farmi sentire, a sussurrare, urlare, a dar voce a ciò che sto buttando su carta. Tutto ciò che mi attraversa non ha inibizioni, ostacoli. Sono e Divento ciò che scrivo.

 

 

Il poeta, l’intelletto che la poesia riempie, un ottima via da seguire, a tuo avviso dipende dal rapporto poesie e lettore oppure c’è anche la passione dello scrittore che arriva e può vivacizzare un testo, che forse scritto da un altro non avrebbe peso su chi lo legge ?

 

L’identità di uno scrittore è imprescindibile. Il lettore, per addentrarsi e per solleticare la sua curiosità, ha bisogno di stimoli che solo la diversità tra autori può suscitare. Per questa ragione, lo scrittore possiede dei poteri unici. La capacità di avvicinare i lettori alla poesia sta nella consapevolezza dello scrittore d’avere a disposizioni tali poteri e responsabilità.

Come procede la promozione del tuo testo?

La mia raccolta di poesie è stata pubblicata il 10 Novembre del 2013. A distanza di più di tre anni non ho mai presentato pubblicamente il mio libro, escludendo i mezzi “social”. Ciò nasce da una consapevolezza di acerbità e legame stretto con i miei scritti al tempo della pubblicazione. Oggigiorno, con notevole distacco, spirito critico e voglia di essere letto per quello che ho attraversato dall’infanzia all’adolescenza, sto cercando di presentare la mia raccolta per poter rendere chiaro come l’autore stesso debba essere conscio delle sue capacità e sincero con la sua scrittura.

 

Progetti per il futuro?

 

Per quanto il periodo prolifico sia più che passato, la creatività e lo spirito poetico non mi hanno mai abbandonato. Sono quotidianamente attraversato da parole, immagini, emozioni, suoni, frasi che rimbalzano continuamente in testa senza mettere nulla per iscritto. Riesco a colmare questo deficit leggendo, ma soprattutto dedicandomi alla musica. Da un anno a questa parte, grazie anche all’amore e all’incitamento della mia Fiammetta, ho puntato su me stesso e, in particolare, sulla fisarmonica. Oggi sono felice di essere parte di progetti musicali importanti. Prossimamente, ovviamente, non mancherà la presentazione del mio libro. Per ora, preferisco dire che “La fisarmonica è la mia voce”.

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